Imu : Consiglio conferma aliquota al 10,6 e per l’idrico l’Amministrazione chiede l’intervento dello Stato

Situazione finanziaria : la Regione diffida l’ente alla improbabile gestione di depuratori e dissalatori che costringerebbe il Comune a raddoppiare la tariffa. Il piano finanziario salirebbe da oltre 2 milioni a oltre 4 L’Amministrazione chiede allo stato di assicurare la copertura finanziaria

Via libera del Consiglio comunale, con otto voti della maggioranza ( contrario Rizzo, nessun astenuto) alla conferma per il 2020 e successivi dell’aliquota Imu al 10,6 . Ma c’è l’impegno, con un ordine del giorno di Raffaele Rifici, passato all’unanimità, di riportare la stessa aliquota all’8,6 una volta che ci saranno le condizioni per farlo come nel 2012-2013. Sono intervenuti in aula i revisori dei conti Lasazza Liuzzo e Biondo , alla luce delle diffide inviate ai consiglieri , presente anche il dirigente Subba. Presente , ovviamente, anche il sindaco Marco Giorgianni che ha rimarcato nuovamente come si attendano i decreti sulle misure finanziarie richieste e approvate ( contributo anche per Lipari per i comuni sotto i 5 mila abitanti, compensazione mancati introiti tassa di sbarco, fondi per i comuni che hanno avuto 500 mila presenze, trattenimento incassi Imu come da emendamento presentato al governo dall’Ancim e in commissione bilancio, che consentirebbe di incassare tre milioni in più) .

Ottenuti i decreti , gli importi sarebbero iscritti a bilancio ma in questo momento, in vista della scadenza del 30 settembre, non si può fare altrimenti: Dunque, per il riequilibrio necessita mantenere l’aliquota Imu al 10,6. ” Quest’anno – ha detto il sindaco Giorgianni- fatti salvi gli stipendi coperti con la tassa di sbarco non abbiamo speso da questi introiti e potremo aumentare le esenzioni ( sgravio sulla Tasi) alle attività produttive tutte. quindi fatti gli stipendi da pagare con la tassa di sbarco, sarà utilizzato come sgravio per la tasi. Per questo c’è la proposta obbligata di conferma della stessa alioquota che resterebbe inviariata per il 2020 e 2021. Siamo in una condizione simile al 2012 2013 quando il consiglio votò una aliquota al massimo e l’amministrazione in un momento successivo tornò indietro rideterminando la tariffa per gli anni successivi. Siamo pertanto condizionati da provvedimenti che si spera vengano presi al più presto”.

Il Sindaco ha comunque posto l’attenzione sulle cause dello squilibrio determinate dall’idrico. ” Abbiamo ricevuto una diffida dalla Regione a predere in carico i due depuratori e a sottoscrive il contratto per l’acquisto dell’acqua del dissalatore di Vulcano ormai pronto. In questo momento spendiamo di idrico circa 2 mln 400 , con queste nuove strutture supereremo abbondantemente i 4 mln. Queste strutture – ha proseguito Giorgianni- non dovrebbero essere prese in carico dal comune perchè la legge del 2015 stabiliva che il gestore del SII dovesse essere l’Ati, che in provincia di Messina non è operativo ed è stato commissariato dalla Regione”.

Ed ancora, ” stiamo scontando l’errore gravissimo che fece questo comune prendendo le reti Eas . Noi paghiamo 1 mln 250 per l’acquisto dell’acqua ( 90 cent. al metro cubo) e tre euro li paga la Regione. Quando viene trasportata via nave il costo è di 14 euro. Ma lo stato è obbligato secondo la normativa vigente a pagare la fornitura nelle isole che non hanno fonti di produzione. L’errore grave è stato non vantare una norma del 1950.

Giorgianni ha quindi annunciato di aver chiesto alla presidenza del Consiglio dei ministri e al Ministero dell’Ambiente di assicurare almeno sino all’attivazione dell’Ati Messina e della tariffa unica d’ambito, la copertura finanziaria necessaria per sostenere le spese d’acquisto per l’acqua prodotta dai dissalatori di Lipari e Vulcano e consentire al Comune di Lipari di mantenere gli equilibri finanziari. “Noi – ha detto il primo cittadino- non siamo nelle condizioni di poter prendere le strutture e di fare gli impegni di spesa per il dissalatore di vulcano, un finanziamento certo dello stato inciderebbe anche sula determinazione del fondo di dubbia esigibilità per cui la stabilizzazione del nostro bilancio potrebbe realizzarsi contestualmente”.