Giorgianni: chiesto stato di calamità per tutto il Comune

I danni, la scarsa collaborazione delle gente sulla Cesare Battisti, Torrente Calandra e  paradossi delle normative vigenti, il punto sui progetti in corso. Intervista al Sindaco di Lipari mentre si ripulisce la Marina Garibaldi

imprese al lavoro per ripulire il lungomare di Canneto
imprese al lavoro per ripulire il lungomare di Canneto

Lipari- “ Abbiamo chiesto lo stato di calamità naturale per tutto il Comune: abbiamo frane su tutto il territorio e grossi problemi nelle strutture portuali oltre che a Lipari, a Vulcano, a Filicudi e Stromboli”. Così il sindaco Marco Giorgianni da sabato e fino ad ieri a stretto contatto con la Protezione civile oltre che con la gente della sua frazione , cioè Canneto. Località con un lungomare praticamente irriconoscibile, invaso da sabbia e sassi riversati dai marosi. Per gli interventi di pulizia della Marina Garibaldi sono state incaricate tre ditte mentre la squadra del Comune si sta occupando delle criticità, meno gravi, nel centro di Lipari. “ E meno male – rileva Giorgianni- che sabato notte siamo intervenuti lungo il torrente Aurora. Dopo aver rimosso il materiale trasportato dalle piogge, Domenica era nuovamente colmo di sassi e fango”. Per consentire la circolazione autoveicolare nella via Cesare Battisti è stato istituito il doppio senso di circolazione con lo sgombero delle auto. Ma l’invito a liberare la strada dalle auto per evitare ingorghi, vista la situazione nel lungomare, non è stato osservato dai cittadini. “ Voglio essere chiaro”- ha continuato il primo cittadino: “ Negli ultimi due giorni Abbiamo informato tutti. Ora ( ieri pomeriggio,ndr) chi lascerà la macchina lungo la Cesare Battisti sarà verbalizzato. La strada deve restare a doppio senso, perché se riapriamo la Marina Garibaldi non la ripuliremo più”. Una importante precisazione sulla tanto invocata pulizia del torrente calandra dalla sabbia di pomice. “ Quella sabbia – spiega- per legge non può andare alla ditte gratuitamente ed è una questione tanto sentita che alla Regione si sta dibattendo di un disegno di legge”. Ma c’è di più: “ quello stesso materiale- prosegue Giorgianni- non può essere, se non per casi emergenziali, spinto in mare. Cioè non può essere destinato al ripascimento se non viene prima caratterizzato. Pertanto, secondo le disposizioni vigenti, la sabbia ogni volta, in situazioni ordinarie, dovrebbe essere trasferita in discarica con costi improponibili”. Infine i lavori di protezione dell’abitato della Marina Garibaldi. “ Il Comune- evidenzia Giorgianni- ha fatto tutto quello che doveva. Abbiamo bandito la gara per la realizzazione di un “pennello” a Unci; inoltre per quanto riguarda l’intervento più consistente, da 8 milioni di euro, e che prevede la rifioritura dei tetrapodi esistenti e il loro prolungamento, abbiamo inviato e sottoposto il tutto all’attenzione del commissario per il dissesto idrogeologico” .