Ex Cave di Pomice acquistate dalla Regione, Fonti e Mollica : “espropriati della libertà di decidere, della nostra memoria e identità”

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Gesuele Fonti ed Eliana Mollica ( Forza Italia)

La Giunta regionale siciliana, su proposta dello stesso presidente della Regione Nello Musumeci, ha deliberato, nella giornata di ieri, l’acquisto dell’ex cava di Pomice ossia il complesso immobiliare dell’ex sito di Lipari.
Il Governo ha trovato la copertura finanziaria, pari a 4,5 milioni di euro, come stimato dai dipartimenti regionali dell’Energia, Tecnico e dei Beni culturali, per il recupero ambientale delle aree e la valorizzazione dell’ex complesso produttivo, prevedendo anche la realizzazione del Museo della pomice e del Parco geominerario.

“In meno di nove mesi il governatore Musumeci ha dato dimostrazione ai siciliani che, se si vuole, si può fare ogni cosa e in tempi celeri ” lo affermano i Consiglieri comunali Fonti e Mollica.
“ Ripercorriamo – aggiungono – le fasi di una vicenda che ha dell’incredibile e non può essere in alcun modo giustificata”.
“L’area delle ex cave di pomice in località Porticello, dal 14 ottobre 2021, è sottoposta a vincolo. E ciò nonostante il Consiglio Comunale di Lipari e alcuni rappresentanti delle categorie del settore turistico ed imprenditoriale siano in più occasioni intervenuti chiedendo un preventivo confronto sull’istituzione del Parco geominerario di Lipari proprio in quel sito”.
Il relativo decreto – come dichiarato dal Presidente della regione siciliana – è stato firmato dal dirigente generale del dipartimento regionale dei Beni culturali ed è stato adottato a conclusione di un complesso iter istruttorio condotto con grande celerità dalla Soprintendenza per i Beni culturali di Messina, ai sensi del vigente Codice dei Beni culturali. Si tratta di uno specifico vincolo etnoantropologico sull’intera area delle cave di pomice, in contrada Porticello dell’isola di Lipari. Il D.D.G. n. 3815 del 13 ottobre 2021 ritiene in premessa che “nella fattispecie ricorrono evidenti motivi di pubblico interesse che suggeriscono l’opportunità di sottoporre a norme di tutela di cui al D.Lgs. 42/2004 e della L.R. n. 80/77 il bene sopra individuato in conformità alla proposta avanzata dalla Soprintendenza BB.CC.AA. di Messina.

“Quali siano gli evidenti motivi di pubblico interesse che hanno indicato l’opportunità di sottoporre a vincolo detta area – affermano Gesuele Fonti ed Eliana Mollica – non sono stati mai chiariti adeguatamente al Consiglio Comunale e alla popolazione di Lipari né dal governatore Musumeci, né tantomeno dal sindaco Giorgianni, silente e complice di un provvedimento non condiviso. Un complesso iter istruttorio – dichiarano i consiglieri – condotto con grande celerità dalla Soprintendenza per i Beni culturali di Messina che interessava però solo l’area delle ex cave di pomice in località Porticello, escludendo le altre aree di interesse geominerario del territorio insulare alle quali non è stato pertanto riconosciuto lo stesso carattere di interesse storico ed etnoantropologico.”

Il presidente Musumeci ad ottobre dell’anno scorso dichiarò di aver concluso, in tempi record, il primo degli adempimenti fissati nell’ambito del cronoprogramma stabilito all’esito del vertice tenutosi dal Governo nell’isola di Lipari, il 18 luglio. Rimarcando, peraltro, l’impegno mantenuto dal Governo siciliano con il Sindaco di Lipari e la Comunità locale. “A noi preme rimarcare invece – attaccano i consiglieri comunali Fonti e Mollica – che alcun cronoprogramma è stato stabilito e discusso con il Consiglio Comunale, organo di indirizzo ed espressione della domanda sociale e della volontà popolare. Sottolineiamo inoltre come la presenza del Governatore a Lipari, in occasione del vertice convocato per l’istituzione del Museo della pomice/Parco geominerario, sia stata contrassegnata dal dissenso, da un malessere diffuso nella popolazione a fronte delle gravi emergenze, come pure dei continui disservizi. Senza contare il mancato confronto nelle prese di posizione della classe dirigente locale per il percorso avviato con la deliberazione n. 265 del 17 giugno 2021 della Giunta regionale siciliana.

Il presidente Musumeci, in tempo di pandemia, si sarebbe dovuto occupare di cose ben più serie, invece che delle richieste provenienti dal mondo della cultura o dalla “casta” dei giornalisti, come le criticità dell’ospedale di Lipari e le problematiche di carattere sanitario che costano attese ai cittadini e la vita a chi, in condizioni gravi e in una situazione che richiede interventi urgenti, attende per ore la disponibilità di un posto letto per il ricovero”.
“Non trovarsi nella condizione di poter svolgere il proprio compito istituzionale di rappresentanti della Comunità è – continuano i consiglieri comunali – un limite pericoloso che può fare vacillare la democrazia. In assenza di confronto, di una pluralità di idee e del necessario coinvolgimento delle realtà associative ed imprenditoriali del territorio, non si può che prendere atto del decisionismo assoluto imposto da un modo prepotente e dunque sbagliato di governare gli interessi comuni. Con un ordine del giorno, approvato nella seduta del 7 settembre 2021, il Consiglio Comunale aveva chiesto al Sindaco di Lipari di non compiere più atti in solitudine, trascurando il confronto necessario con il civico consesso su un tema, quello dell’istruzione di un Parco geominerario nell’isola di Lipari, che era ed è di enorme importanza per il territorio eoliano e per le sue prospettive di sviluppo, disattendendo la legittimità aspettativa della Comunità di essere rappresentata in modo avveduto. Il sindaco Giorgianni, immerso nel silenzio, in questi nove mesi ha mantenuto un comportamento complice rispetto ad un iter non condiviso, disattendendo in ogni modo le legittime richieste di informazione e di confronto del Consiglio Comunale, anche non fornendo il nominativo di un responsabile del procedimento per il Comune di Lipari.
Il prossimo passo – afferma il presidente Musumeci – sarà l’atto notarile e poi via all’affidamento dei progetti: quello contro il dissesto dell’area e quello dello spazio museale.

“ Non possiamo che prendere atto – affermano Gesuele Fonti ed Eliana Mollica – di essere stati espropriati della libertà di decidere. Dopo avervi posto il vincolo e avviato un confronto con il commissario liquidatore, il Governo regionale delibera l’acquisto dell’ex cava di Pomice.
Quello di ieri rappresenta l’ultimo passo di un iter che ha provocato solo dolore e rammarico a una Comunità che non ritiene di essere stata adeguatamente rappresentata e difesa.
Quest’ultima mortificazione non ci ferma in quanto riteniamo ci siano ancora troppi aspetti da chiarire in merito ai titoli di proprietà e alle competenze dell’Ente locale.

Lipari in tempi celeri, dopo l’affidamento dei progetti come dichiarato dal Governatore, avrà uno spazio museale nonostante attenda, in una situazione di assoluta emergenza, un potenziamento del personale medico, infermieristico ed ausiliario dell’ospedale di Lipari, la seconda ambulanza medicalizzata e una azione concreta volta a garantire il superamento delle difficoltà per la mancanza di una copertura cardiologica h24 sette giorni su sette”.

Dal 7 al 9 aprile provinciale Porticello chiusa