Ecco il “cura Italia” da 25 mld : le misure

Quifinanza.it E’ stato approvato dal Cdm il maxi decreto “Cura Italia” per fronteggiare l’emergenza Covid-19. “È una manovra economica poderosa: non abbiamo pensato e non pensiamo di combattere un’alluvione con gli stracci. Stiamo cercando di costruire una diga per proteggere imprese, famiglie e lavoratori”, dice il premier Giuseppe Conte in conferenza stampa dopo il Cdm.

Tra le misure approvate: aumento di circa 1 miliardo sul Fondo sanitario e più di un miliardo per la Protezione civile. Cassa integrazione in deroga per tutti, dunque anche a chi ha solo un dipendente. Per i lavoratori autonomi 500 euro di ristoro, come una tantum. Slittamento delle scadenze fiscali di Iva e Irpef (la data era quella di oggi). E poi ancora: aiuti a famiglie e lavoratori, come la sospensione delle rata del mutuo sulla prima casa per chi non riceve lo stipendio in questi giorni.

Un decreto da 25 miliardi di euro

Il decreto mette in campo subito tutti i 25 miliardi di euro di cui si era parlato per fare fronte, sia dal punto di vista sanitario che economico, alle ripercussioni della pandemia del Covid-19 su imprese e famiglie. Ma a questo, si aggiunge un’immissione di “flussi per complessivi 350 miliardi” di euro, ha detto durante la conferenza stampa il premier Giuseppe Conte.

“Nei prossimi 20 giorni ci sarà un ulteriore decreto basato sugli sviluppi della situazione”, come ha precisato il viceministro all’Economia Laura Castelli, spiegando che alcune misure hanno ora delle scadenze, come le sospensioni fiscali per autonomi e partite Iva, che potranno subire “nuove valutazioni nei prossimi decreti”.

Gli aiuti per le famiglie: congedo parentale e voucher

Il decreto introduce congedi parentali straordinari pari al 50% della retribuzione e, in alternativa, voucher baby sitter per i genitori lavoratori, dipendenti o autonomi, con figli minorenni a casa da scuola per l’emergenza. Queste misure non hanno limitazioni di età nel caso di famiglie con un disabile.

Misure di supporto alle aziende

Tra le misure più economiche, sospesi i contributi per le imprese sotto ai 2 milioni di euro di fatturato. Stop alle cartelle esattoriali, ai controlli fiscali, ai contributi fino a giugno 2020 almeno. Nove settimane di integrazione salariale per chi sta perdendo il lavoro.
Seicento milioni di euro vanno invece al settore aereo per far fronte ai danni subiti dall’emergenza. Si autorizza anche per Alitalia “la costituzione di una nuova società interamente controllata dal Ministero dell’economia e delle Finanze ovvero controllata da una società a prevalente partecipazione pubblica anche indiretta”.

Potenziamento di medici e veterinari

Per rafforzare i controlli anti-virus in porti e aeroporti, arriva più personale al ministero della Salute. Uno stanziamento ad hoc consente al ministero di assumere 40 medici, 18 veterinari e 29 tecnici per «potenziare le attività di vigilanza, di controllo igienico-sanitario e profilassi svolte presso i principali porti e aeroporti». Per il personale medico previsto un pagamento maggiorato dello straordinario.

600 milioni per gli enti locali

Per affrontare l’emergenza, il governo ha deciso di liberare 600 milioni di euro di risorse per gli enti locali, con molte misure a partire dalla possibilità, limitata al 2020, di utilizzare gli avanzi di bilancio per finanziare spese correnti connesse all’epidemia. Si potranno usare integralmente, si legge nel decreto, anche i proventi delle concessioni edilizie e delle sanzioni. Per le Regioni, poi, è prevista la sospensione dei mutui per il 2020 e la possibilità di utilizzare i risparmi per il rilancio dell’economia e per il sostegno alle aziende. Sospesi anche i pagamenti delle quote capitale in scadenza quest’anno per i Comuni, che potranno usare le risorse, circa 276 milioni, per fronteggiare l’emergenza. Previsto anche un fondo di 80 milioni per la sanificazione e la disinfezione degli uffici, degli ambienti e dei mezzi pubblici per Comuni, Province e città metropolitane, che potranno anche pagare gli straordinari alla polizia municipale senza tetti di spesa.