Dop per i Capperi delle Eolie : c’è il decreto sulla Gazzetta Europea

cappero dop convegno

fiore-capperoPubblicato nella Gazzetta Europea il decreto del Ministero delle Politiche agricole sul riconoscimento del marchio Dop per i Capperi delle Eolie.  Per la registrazione e l’ufficialità dovranno passare tre mesi per eventuali opposizioni da parte del 27 stati Ue ma il più è stato fatto e si tratta soltanto di attendere. “E’ una meravigliosa opportunità per tutto l’arcipelago delle Eolie”, ha dichiarato Nino Caravaglio, uno dei produttori dei capperi di Salina a cronachedigusto.it . “Una dop che consentirà di unire tutti i nostri territori e iniziare un rilancio della coltivazione dei capperi, cercando anche di creare incentivi per i giovani che vogliono entrare in agricoltura e che qui hanno davvero pochissime possibilità”.

“Il consorzio – si legge sempre su cronachedigusto.it- sarà composto da una sessantina di aziende delle isole. E il disciplinare consentirà di coltivare capperi in tutte le sette isole dell’arcipelago delle Eolie. Le più vocate sono sempre Salina e Lipari, ma si ottengono buoni prodotti anche ad Alicudi e Stromboli. L’identità delle isole sarà sempre mantenuta in etichetta, perché i produttori, o chi venderà i capperi, potranno inserire in etichetta l’isola di origine dei capperi stessi. Una dop, dunque, che intende unire le sette isolette del Tirreno un po’ come aveva fatto la Doc Malvasia delle Lipari che all’inizio era stata vista come uno “scippo” dell’isola di Lipari a Salina, ma che invece ha contribuito a diffondere questo prodotto nel mondo grazie all’antico nome dell’arcipelago messinese. Oggi la produzione di capperi si attesta sulle 600/700 quintali all’anno. Circa la metà dei capperi delle Eolie, in questo momento, provengono da Salina. Un chilo di capperi viene venduto ad un prezzo medio di 15 euro al chilo. La Dop, però, ha l’obiettivo di far aumentare questa produzione, visto che il mercato ha una domanda che non riesce a soddisfare tutti gli anni. Il disciplinare prevede anche la possibilità di produrre capperi e di venderli a chi li può commercilizzare. Il ruolo che nel mondo del vino viene definito del “conferitore”. Si potrà, inoltre, prevedere una linea “non dop”. Ma non sembra una scelta logica. La certificazione dei capperi e quindi i relativi contorlli sul rispetto del disciplinare, saranno affidati all’istituto zooprofilattico di Palermo”.

Soddisfatto anche l’agronomo Lorenzo Cortese. “E’ una grande soddisfazione personale e professionale poter assistere alla nascita della DOP Cappero delle Isole Eolie. scrive su fb- frutto di una lungimirante intuizione oltre che di un amore profondo per il mio territorio e per la quale ho speso decine di ore di studio e lavoro negli ultimi tre anni.
Il percorso per il riconoscimento è stato arduo ma già si intravede il traguardo e, sono certo, porterà ancora più lustro all’arcipelago eoliano premiando chi decide di investire nell’agricoltura di qualità nonostante i tanti sacrifici che comporta. Un ringraziamento va a chi ha creduto dal primo momento a questo progetto, al presidente, al vicepresidente, al CdA dell’Associazione Cappero delle Isole Eolie ed ai colleghi con cui in questi anni ho lavorato fianco a fianco. Viva il Cappero delle Isole Eolie DOP “.

tuttaconv