D’Ambra non era responsabile dei rischi frane: assolto con Galvagno

pomice(Gazzetta del Sud- Leonardo Orlando) Il giudice monocratico del tribunale di Barcellona Fabio Processo, ha assolto dall’accusa di omissione colposa per il rischio di aver fatto insorgere nel 2008 un pericolo di frane nell’area di estrazione delle cave di pomice gestite dalla fallita società “Pumex Spa” di Lipari, l’industriale Vincenzo “Enzo” D’Ambra, in qualità di presidente e amministratore delegato dell’impresa e il direttore tecnico di cava e di stabilimento della Pumex Francesco Galvagno.

I due imputati che escono indenni dal procedimento, difesi rispettivamente dagli avvocati Alberto Gullino e Alessandro Oliva, sono stati assolti perché il fatto non sussiste D’Ambra e per non aver commesso il fatto Galvagno.

La vicenda giudiziaria è precedente al clamoroso sequestro giudiziario delle cave di pomice e delle aree circostanti – avvenuto il 31 agosto del 2008 – su cui venivano stivati scarti di lavorazione industriale, residui di lapilli e inerti, oltre a materiali ferrosi.

L’area industriale su cui la magistratura all’epoca aveva fatto apporre i sigilli era estesa per 1 milione e 300 mila metri quadrati di superficie situata in località Porticello e Punta Castagna. Nell’ambito di accertamenti giudiziari effettuati in precedenza fu rilevato che l’area di cava non era stata messa in sicurezza. Le stesse acque piovane non erano state adeguatamente regimentate, tanto da creare pericoli di smottamento e frane di scarti e residui di pomice.

Il processo ha stabilito che Galvagno difeso dall’avv. Oliva, non aveva più la responsabilità tecnica della cava all’atto dei fatti; mentre a D’Ambra non poteva essere imputata alcuna responsabilità tecnica per quanto accadeva a seguito dell’estrazione.