Il mare delle Eolie torna a far parlare di sé per un incontro ravvicinato che invita alla massima prudenza. A poche centinaia di metri dalla costa di ponente di Lipari è stata infatti avvistata una Physalia physalis, meglio conosciuta come Caravella portoghese. Non si tratta di un episodio isolato, ma di una delle numerose segnalazioni pervenute alla Guardia Costiera nelle ultime settimane, con avvistamenti documentati non solo a Lipari ma anche al largo di Filicudi. L’allarme è stato rilanciato con forza dall’associazione Filicudi Wildlife Conservation, diretta dalla biologa Monica Blasi, che coordina il Pronto soccorso per le tartarughe marine. L’obiettivo della comunicazione non è scatenare la psicosi tra i bagnanti, ma promuovere una necessaria sensibilizzazione su una specie che, pur essendo originaria dell’Oceano Atlantico, frequenta il Mediterraneo ormai dalla fine dell’Ottocento.
Contrariamente a quanto si possa pensare, la Caravella portoghese non è una medusa. Si tratta tecnicamente di un sifonoforo, ovvero un organismo coloniale composto da un insieme di polipi specializzati che collaborano tra loro. La sua caratteristica principale è una sacca galleggiante piena di gas, chiamata pneumatoforo, che funge da vera e propria vela e le permette di spostarsi sulla superficie dell’acqua seguendo il vento. Proprio questa sua forma può trarre in inganno un occhio inesperto: in questo periodo è infatti facile confonderla con la Velella, una piccola creatura del tutto innocua e molto comune nelle nostre acque, che però misura solo pochi centimetri. La Caravella è invece molto più imponente e pericolosa, con i suoi riflessi azzurri e violacei che nascondono un’insidia invisibile sotto la superficie.
I dati raccolti tra il 2025 e l’inizio del 2026 confermano un aumento anomalo delle segnalazioni nel Mar Tirreno, con avvistamenti frequenti non solo alle Eolie ma anche a Favignana, nello Stretto di Messina e lungo le coste della Sardegna. Gli esperti attribuiscono questa maggiore frequenza ai cambiamenti climatici e al trasporto delle correnti atlantiche, che spingono questi organismi verso le aree limitrofe alla Sicilia. La pericolosità della Caravella portoghese è legata ai suoi tentacoli urticanti che possono estendersi fino a trenta metri di lunghezza, rendendoli difficili da scorgere per chi nuota o fa apnea. Il contatto con queste fibre può causare reazioni molto gravi nell’uomo, che vanno dalle forti emicranie a problemi respiratori, fino a casi estremi di arresto cardiaco.
Per queste ragioni è fondamentale non toccare mai questi organismi, nemmeno se vengono ritrovati spiaggiati sulla battigia, poiché le tossine rimangono attive a lungo. In questo periodo viene inoltre sconsigliata la pratica di immersioni notturne in zone dove sono stati segnalati esemplari. Chiunque dovesse avvistarne una è invitato a segnalare tempestivamente la posizione alla Guardia Costiera oppure a inviare una comunicazione con eventuale documentazione fotografica all’indirizzo email dedicato dell’Ispra alien@isprambiente.it . La collaborazione di cittadini e turisti resta lo strumento più efficace per monitorare la presenza di queste specie aliene e garantire la sicurezza di chi vive il mare.











