Ars, la manovra si blocca e torna in Commissione Bilancio

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arsNiente stipendi neanche a maggio per i 36 mila dipendenti degli enti regionali. la manovra salva stipendi, dopo lo stop di ieri imposto per la visita del premier Matteo Renzi, si ferma del tutto e dovrà tornare all’analisi della Commissione Bilancio dell’assemblea.

A causare lo stop il voto espresso dall’Ars sul nuovo testo proposto dall’assessore all’economia Roberto Agnello. La riscrittura si era resa necessaria per reperire i 100 milioni necessari ai Comuni siciliani e che non arriveranno dal nuovo mutuo. La nuova manovra torna a prevedere l’uso dei risparmi del settore della sanità una copertura già contestata in passato e al centro di numerose polemiche.

Giunto in aula il maxi emendamento è stato immediatamente contestato dalle opposizioni che hanno chiesto di inviare nuovamente in Commissione la manovra per l’analisi della coperture. Los contro è durato pochi minuti e si è concluso con un voto che ha visto la maggioranza andare nuovamente sotto.

La manovra si blocca, dunque, e i dipendenti che attendevano gli stipendi non li riceveranno neanche a Maggio, possono solo sperare di riceverli a giugno quando, però, la medesima manovra esaurirà i suoi effetti visto che la copertura che ancora si cerca basterà solo fino a luglio.

“E’ vergognoso quanto successo oggi in Aula – attacca Giovanni Di Giacinto del Megafono – con il rinvio in commissione Bilancio della manovra finanziaria poiché tutti eravamo d’accordo, maggioranza e minoranza, sul fatto che si dovevano garantire gli stipendi fino al mese di giugno ai dipendenti dei vari enti regionali, ai forestali ed i trasferimenti ai comuni affinché questi ultimi potessero chiudere i bilancio di previsione. Riteniamo siano degli irresponsabili coloro che hanno votato il rinvio in II commissione poiché questo significa ritardare ancora di più il pagamento degli stipendi a lavoratori che percepiscono nulla da diversi mesi”.

Reazioni forti arrivano anche dalla fronda interna della maggioranza a cominciare da Antonello Cracolici che addebita questa debacle al governo ed all’assessore Agnello: “A mettere a rischio gli stipendi di migliaia di siciliani – dice – sono coloro i quali hanno proposto, con approssimazione e superficialità, una manovra correttiva senza capo né coda, che mette insieme ‘stipendi fino a giugno’ con coperture che partono ‘da luglio in poi. A questo punto sarebbe un trucco fin troppo evidente quello di tentare di scaricare le responsabilità su chi, più volte e in più sedi, ha sollecitato le necessarie correzioni: evidentemente però, dall’altra parte non c’era la volontà – o la capacità – di intervenire”.