Acqua: Lo Cascio e l’estate vintage

Un’estate vintage.

Pietro Lo Cascio ( La Sinistra)
Pietro Lo Cascio ( La Sinistra)

A Lipari negli anni Settanta c’era chi portava i pantaloni a zampa di elefante e si faceva crescere i capelli, chi se li impomatava e dedicava canzoni alle turiste straniere (le tedesche erano tra le più gettonate…), mentre il jukebox diffondeva quelle dei Dik Dik e dei Cugini di campagna, ma anche quelle di Celentano e di Nilla Pizzi, a seconda dei gusti. Una cosa però accomunava tutti, donne e uomini, giovani e anziani, residenti e turisti: la penuria d’acqua. Preziosa e rara, arrivava – se e quando arrivava – con il contagocce, e bisognava usarla con estrema parsimonia.

A volte il passato ritorna. Da parecchi mesi lo sperimentiamo quotidianamente, in un tuffo retrospettivo che ci ha riportato all’angoscia ormai dimenticata del rubinetto asciutto, della cisterna vuota, della distribuzione a singhiozzo (spesso con lunghi intervalli), della trafila delle autobotti e, in questo caso, del vecchio ma efficace sistema della telefonata all’amico ben introdotto, se si tratta di un assessore meglio ancora.

Non è ben chiaro chi debba essere ringraziato per l’emozione di un’estate vintage. Di certo si è verificata una serie di particolari – ma non fortuite – circostanze, alle quali hanno concorso i numerosi enti e istituzioni che dovrebbero preoccuparsi di garantire standard minimi di civiltà in luogo di un’emergenza idrica d’antan, e che vanno dal Ministero della Difesa al Comune di Lipari, passando per la Regione siciliana.

In questo scenario anacronistico, sorprende non poco assistere alla gara del comunicato con il quale ci si disputa la paternità di soluzioni necessariamente apprezzabili, ma decisamente tardive.

Un giorno l’onorevole Picciolo rivendica a nome dei democratici riformisti l’arrivo di 60000 tonnellate d’acqua grazie alle quali – ormai arrivati ad agosto – le Eolie “non dovranno temere di vedere rovinata la stagione turistica” (pazienza per maggio, giugno e luglio, è andata come è andata); il giorno dopo il sindaco Giorgianni precisa che la richiesta l’ha fatta lui e rilancia di 10000 tonnellate. Ma attenzione: dato che l’onorevole si richiama alla segnalazione ricevuta dal vicesindaco Orto, all’interno di una giunta composta da un sindaco e quattro assessori abbiamo almeno due titolari della stessa richiesta. Chissà se gli altri, nel frattempo, avranno chiesto qualcosa anche loro?

Nel dubbio, penso sia opportuno ringraziare sentitamente onorevole, sindaco e vicesindaco che all’inizio di agosto fanno arrivare quell’acqua che mancava e sembrava indispensabile già mesi fa. Ed estendere il ringraziamento anche alla Regione siciliana, per il senso di decenza che certamente ha ispirato il lungo e enigmatico silenzio su una questione della quale è direttamente responsabile e che si chiama gestione del dissalatore; e che dire di quello del Ministero che ha gestito l’emergenza idrica e gli appalti connessi, tra i quali anche l’anzidetto dissalatore, certamente collaudato per produrre l’acqua nei quantitativi e con la qualità che abbiamo potuto apprezzare fino a poco tempo fa; e ancora, perché non ringraziare chi ha calcolato i quantitativi e deciso la calendarizzazione, senza il cui acume non avremmo rivissuto i fasti di un’estate anni Settanta?

Insomma, grazie a tutti.

Pietro Lo Cascio

p.s. sono anche tornati di moda i pantaloni a zampa di elefante.