Vulcano: allarme emissioni gas nella zona “acque calde” ?

Per il Dipartimento nazionale della Protezione civile – come riportato da Repubblica-  “sussistono condizioni di pericolosità per la pubblica incolumità nel tratto di mare dell’isola di Vulcano denominato “acque calde”, antistante la cosiddetta “vasca dei fanghi”, dove sono presenti numerosi punti di emissione di gas e dove, soprattutto in assenza di vento, possono prodursi, senza nessun preavviso, elevate concentrazioni di gas inodore ed eventualmente letale”.  Lo stesso quotidiano ha riportato che lo scorso 14 aprile un bambino mentre stava giocando nella spiaggia delle acque calde quando ha perso i sensi ed è crollato a terra. Al bambino, trasportato in elicottero al vicinissimo ospedale di Lipari gli hanno salvato la vita. Ma avrebbe potuto andargli peggio perché quello che lo ha “avvelenato” hanno spiegato i medici – era una elevatissima concentrazione nell’aria di anidride carbonica.

Sulla questione è intervenuto anche l’Ingv: “In condizioni particolari di calma di vento che non consente la dispersione dell’anidride carbonica- è stato il responso consegnato dieci giorni fa al Comune – questo tipo di emissioni possono diventare pericolose per la possibilità di locali accumuli che determinano alte concentrazioni in atmsofera”. E proprio ad altezza di naso di bagnanti perché – spiegano ancora – “l’anidride carbonica, attraversando l’acqua di mare prima di giungere in superficie, si raffredda aumentando la propria densità e tende a stazionare sulla superficie dell’acqua all’altezza di respirazione di eventuali bagnanti”.

Il sindaco Marco Giorgianni ha dichiarato a Repubblica che al momento esclude il divieto di balneazione.

“Non intendo sottovalutare alcun allarme – ha dichiarato – ma non c’è un’escalation. Pubblicizzeremo le condizioni di pericolosità con un’apposita cartellonistica. Ho già chiesto il testo alla Protezione civile”.