Nel 2026 attese 1,4 milioni di presenze. Il sindacato chiede continuità occupazionale, rispetto del diritto di precedenza, applicazione del Patto d’Area e una soluzione stabile per i parcheggi dei lavoratori pendolari. Di Leo e Manna: «La destagionalizzazione deve riguardare anche il lavoro»
Un turismo in crescita, una stagione che potrebbe prolungarsi almeno fino a novembre e un obiettivo di circa 1,4 milioni di presenze. Per la FISASCAT CISL Messina, questi numeri pongono con forza anche il tema della continuità occupazionale e della condizione dei lavoratori che ogni giorno raggiungono Taormina per lavorare.
Il sindacato chiede che alla crescita dei flussi turistici corrisponda una maggiore continuità lavorativa e che la destagionalizzazione non produca soltanto più presenze e fatturato, ma anche più mesi di lavoro, maggiori tutele e condizioni sostenibili per gli addetti del settore.
«Se Taormina punta a 1,4 milioni di presenze e si ragiona su una stagione fino a novembre, bisogna affrontare anche il tema del lavoro – affermano il segretario generale Maria Manna e il segretario Pancrazio Di Leo, della FISASCAT CISL Messina –. Più turismo deve significare anche più lavoro, più continuità e più tutele».
PARCHEGGI E LAVORATORI PENDOLARI: «PER IL 2027 SERVE UNA SOLUZIONE STABILE»
La FISASCAT CISL richiama anche l’attenzione già posta sulle condizioni concrete dei lavoratori stagionali e pendolari, a partire dal tema dei parcheggi.
Nel corso della stagione, il sindacato aveva contestato lo spostamento degli abbonati pendolari dal parcheggio Lumbi al Piano Porto, evidenziando come tale soluzione potesse penalizzare fortemente i lavoratori, sia sotto il profilo economico sia per le difficoltà legate agli spostamenti.
La riapertura degli abbonamenti al Lumbi dal 15 settembre rappresenta un segnale positivo, ma per la FISASCAT il problema non può essere affrontato ogni anno soltanto quando entra nel vivo la stagione turistica.
«Abbiamo posto il problema degli abbonamenti dei lavoratori pendolari perché il costo e le difficoltà di accesso al posto di lavoro incidono concretamente sulla condizione economica di chi lavora nel turismo – sottolineano Manna e Di Leo –. Per il 2027 chiediamo che il tema venga affrontato per tempo e che venga individuata una soluzione stabile, sostenibile e compatibile con le esigenze dei lavoratori stagionali».
Per la FISASCAT, mobilità e occupazione sono strettamente collegate. Se Taormina vuole allungare la stagione e aumentare il numero dei lavoratori impegnati nel turismo, deve garantire anche condizioni sostenibili per chi ogni giorno raggiunge la città.
«Non possiamo ricominciare ogni anno dallo stesso punto – aggiungono Manna e Di Leo –. Il tema dei parcheggi deve entrare nella programmazione del 2027 e nel confronto complessivo sulle condizioni di lavoro a Taormina».
PATTO D’AREA E DIRITTO DI PRECEDENZA
Al centro dell’intervento della FISASCAT torna il Patto d’Area per il Lavoro, sottoscritto nel 2024, che prevede impegni sulla tutela dei livelli occupazionali e sul reinserimento dei lavoratori fuoriusciti dal mercato del lavoro.
Il sindacato richiama in particolare la previsione relativa alla quota del 60% dei lavoratori fuoriusciti dal mercato del lavoro, che il Patto colloca «in aggiunta al personale che ha maturato il diritto di precedenza».
«Il 60% non può tradursi in una compressione dal diritto di precedenza – sottolineano Manna e Di Leo –. Si tratta di due piani distinti: da una parte ci sono i lavoratori che hanno maturato un diritto e, dall’altra, le misure previste dal Patto per favorire il reinserimento di altri lavoratori. Una previsione non può essere utilizzata per mettere in secondo piano l’altra».
«SE LE ATTIVITÀ PROSEGUONO, SI VERIFICHINO LE ESIGENZE DI PERSONALE»
Per la FISASCAT, la questione assume particolare rilevanza con l’allungamento della stagione.
Se strutture ricettive, pubblici esercizi e altre attività turistiche continuano a operare nei mesi di settembre, ottobre e novembre, il sindacato chiede che vengano verificate le effettive esigenze di personale e che eventuali nuove assunzioni avvengano nel rispetto delle tutele previste dalla legge e dai contratti.
«Non possiamo avere una Taormina turisticamente aperta fino a novembre e una parte dei lavoratori considerata invece “finita” con la stagione di agosto o settembre – affermano Di Leo e Manna –. Se le attività proseguono e permane il fabbisogno di personale, bisogna verificare quali siano le esigenze dell’impresa e quali lavoratori debbano essere coinvolti, nel rispetto dei diritti già maturati».
La FISASCAT richiama in particolare la situazione dei lavoratori il cui contratto a tempo determinato è cessato per naturale scadenza alla fine della stagione. Quando per le stesse attività permane un fabbisogno di personale, secondo il sindacato è necessario verificare preventivamente le condizioni occupazionali e il rispetto del diritto di precedenza, quando ne ricorrano i presupposti.
DA TAORMINA AL RESTO DELLA PROVINCIA
La FISASCAT allarga quindi la riflessione all’intero territorio messinese.
«Quello di Taormina e del comprensorio non è un problema isolato – spiegano Di Leo e Manna –.
La stagionalità riguarda anche il Tirreno messinese, Milazzo e le Isole Eolie, territori nei quali l’attività turistica può proseguire ben oltre il periodo centrale dell’estate».
Per il sindacato, la sfida è trasformare la destagionalizzazione dei flussi turistici in destagionalizzazione del lavoro.
«Dobbiamo chiederci non soltanto quanti turisti arrivano, ma anche quanti mesi lavorano le persone che operano nel turismo. Se la stagione si allunga, deve allungarsi anche l’occupazione».
STAGIONALITÀ E NASPI: «LA TUTELA NON COPRE SEMPRE L’INTERO PERIODO DI INATTIVITÀ»
Un altro tema evidenziato dalla FISASCAT riguarda la condizione dei lavoratori stagionali che, terminato il rapporto di lavoro, devono fare ricorso alla disoccupazione.
La durata della NASPI e determina, in via generale, sulla base della contribuzione utile maturata dal lavoratore. Per chi riesce a lavorare soltanto per alcuni mesi, il periodo di sostegno al reddito può quindi risultare significativamente più breve rispetto all’intervallo tra una stagione e l’altra.
«Per un lavoratore stagionale che lavora soltanto per pochi mesi e non per propria scelta, la situazione può essere particolarmente penalizzante – sottolineano Manna e Di Leo –.Il rischio, per chi ha lavorato per un periodo limitato, è di non avere una copertura sufficiente per tutto l’intervallo tra una stagione e l’altra».
Per la FISASCAT, la NASPI resta uno strumento importante di sostegno al reddito, ma non può rappresentare la soluzione strutturale alla stagionalità.
«La risposta deve essere nella creazione di più lavoro e nella possibilità di garantire una maggiore continuità occupazionale. La NASPI deve essere una tutela, non il destino del lavoratore stagionale».
«IL PATTO D’AREA DEVE ESSERE VERIFICATO E MONITORATO»
La FISASCAT CISL Messina chiede quindi la convocazione del tavolo permanente di concertazione del Patto d’Area, per affrontare la situazione occupazionale del 2026 e programmare le prospettive per il 2027.
Secondo il sindacato, il confronto dovrebbe riguardare la durata effettiva della stagione, l’andamento dell’occupazione, il rispetto dei diritti dei lavoratori stagionali, le condizioni della mobilità dei lavoratori e l’applicazione degli impegni collegati alle agevolazioni e agli sgravi previsti dal Patto.
«Le agevolazioni pubbliche devono produrre ricadute positive anche sul lavoro – concludono Manna e Di Leo –. Se il territorio sostiene lo sviluppo delle imprese, è necessario verificare che gli impegni sulla tutela dell’occupazione vengano concretamente rispettati».
Per la FISASCAT, la crescita turistica rappresenta un’opportunità, ma anche una responsabilità.
«Taormina può diventare un modello di destagionalizzazione, ma perché ciò avvenga è necessario che la crescita del turismo diventi anche crescita del lavoro. Questo significa più occupazione, più continuità, più tutele e condizioni sostenibili per chi lavora. La sfida riguarda Taormina come l’intero territorio messinese».









