I consiglieri comunali di opposizione, Orto, Dante, Sabatini, Santamaria e Rifici , hanno diffuso una nota al vetriolo contro il sindaco Riccardo Gullo e la sua giunta, accusandoli di aver “barattato la dignità degli abitanti di Stromboli e dell’intero arcipelago eoliano per una cifra misera”.
Il pomo della discordia è l’accordo raggiunto con la società “11 Marzo S.r.l.” per chiudere una questione risarcitoria, legata ai danni subiti dall’isola di Stromboli a seguito di eventi passati. L’ammontare pattuito, 175.000 euro, è ritenuto “una cifra misera” dall’opposizione, che non ha mancato di fare un paragone biblico: “per il nostro sindaco vale esattamente 175.000 euro, o – per restare in tema pasquale – 30 denari, come quelli che ricevette Giuda quando tradí nostro Signore”.
Va comunque chiarito un aspetto : la Società “11 Marzo S.r.l.”, ha istituito un fondo di € 800.000 destinato ai 3 Enti costituiti parte civile nel procedimento: il Ministero dell’Ambiente che, per il danno ambientale, riceverebbe l’offerta di € 425.000; il Dipartimento regionale della Protezione Civile al quale, per i danni patrimoniali, sono destinati € 200.000; il Comune di Lipari, al quale è stato riconosciuto dal Giudice solo il danno di immagine, combinato con il diminuito introito della tassa di sbarco nel periodo giugno/luglio 2022, accetterà la cifra di € 175.000″. C’è un fondo , quindi, di 800 mila euro comprensivo dei 175 mila euro. E se non è per l’isola , attraverso le competenze dei vari enti, ci chiediamo: per chi dovrebbe essere ?
Tornando alla nota, i consiglieri di minoranza contestano con forza il metodo adottato dal sindaco Gullo, definito un “colpo di mano”. Ricordano come, in passato, di fronte a una proposta di risarcimento della Rai di 260.000 euro, il sindaco avesse coinvolto la comunità di Stromboli nella decisione. Questa volta, invece, denunciano “silenzio assoluto, nessun coinvolgimento della comunità, nessuna assemblea pubblica, nessun Consiglio Comunale”.
Particolarmente criticata è la firma dell’assessore Barnao, residente a Stromboli, sulla delibera. L’opposizione sottolinea come proprio chi avrebbe dovuto rappresentare gli interessi della comunità locale abbia invece “avallato questa svendita silenziosa”.
I numeri, secondo i consiglieri, parlano chiaro: “175.000 euro divisi per gli abitanti di Stromboli (meno di 900 residenti) significano meno di 200 euro a persona. È questo il valore della sofferenza?”.
L’opposizione non contesta tanto l’esito economico, pur ammettendo che “matematicamente – a detta dell’avvocato incaricato dall’ente – il Comune difficilmente avrebbe ottenuto di più”. Ciò che viene stigmatizzato è la mancanza di coinvolgimento e la decisione unilaterale: “sarebbe stato comunque più dignitoso lasciare che fosse un giudice a decidere, piuttosto che accontentarsi e svendere la dignità degli eoliani, in particolare della gente di Stromboli”.
Infine, i consiglieri di minoranza rimarcano la presunta incoerenza del sindaco, che inizialmente aveva mostrato un “apparente senso democratico” riunendo la comunità, per poi “non riconvocare nessuno, evitando il confronto e decidendo in solitaria” non appena intravisto il denaro. Concludono con un duro affondo: “La comunità di Stromboli meritava rispetto e trasparenza, non una svendita ignobile mascherata da transazione vantaggiosa”.
La nota dei consiglieri
Comunicato
Mentre ci avviciniamo alla Pasqua, non possiamo fare a meno di notare l’ennesimo atto di incoerenza del sindaco Riccardo Gullo e della sua giunta, che hanno barattato la dignità degli abitanti di Stromboli e dell’intero arcipelago eoliano per una cifra misera. Un tempo si diceva che la dignità non ha prezzo, ma per il nostro sindaco vale esattamente 175.000 euro, o – per restare in tema pasquale – 30 denari, come quelli che ricevette Giuda quando tradí nostro Signore.
Lo stesso Gullo che, quando la Rai propose un risarcimento di 260.000 euro, si recò a Stromboli e lasciò che fossero i cittadini a decidere, questa volta ha adottato un approccio ben diverso: silenzio assoluto, nessun coinvolgimento della comunità, nessuna assemblea pubblica, nessun Consiglio Comunale. Un colpo di mano con cui ha accettato di chiudere la questione con la società “11 Marzo S.r.l.” per una cifra nettamente inferiore anche a quella proposta dalla Rai, senza nemmeno concedere ai cittadini il diritto di esprimersi.
A rendere il tutto ancora più paradossale è il fatto che la delibera in questione porta anche la firma dell’assessore Barnao, residente a Stromboli. Proprio chi avrebbe dovuto farsi portavoce del malessere e delle istanze della comunità locale ha invece avallato questa svendita silenziosa.
Ma andiamo oltre e guardiamo ai numeri: 175.000 euro divisi per gli abitanti di Stromboli (meno di 900 residenti) significano meno di 200 euro a persona. È questo il valore della sofferenza?
Questa amministrazione ha preferito abbassare la testa e accettare la prima offerta conveniente. Anche se, matematicamente – a detta dell’avvocato incaricato dall’ente – il Comune difficilmente avrebbe ottenuto di più, sarebbe stato comunque più dignitoso lasciare che fosse un giudice a decidere, piuttosto che accontentarsi e svendere la dignità degli eoliani, in particolare della gente di Stromboli.
E pensare che inizialmente il sindaco, con apparente senso democratico, aveva riunito la comunità per decidere insieme come procedere. Ma quando ha visto luccicare il denaro, ha ben pensato di non riconvocare nessuno, evitando il confronto e decidendo in solitaria. È questo il rispetto per chi ha subito un disastro di tali proporzioni?
La comunità di Stromboli meritava rispetto e trasparenza, non una svendita ignobile mascherata da transazione vantaggiosa.
I Consiglieri di Minoranza










