Sistema pensionistico : quali possibilità oggi con la previdenza complementare ?

L’adeguatezza dell’assegno pensionistico continua a destare la preoccupazione di molti, soprattutto dei più giovani che si trovano a dover fare i conti con un sistema che non sembra assicurare un sostegno economico idoneo per quando arriva il momento di ritirarsi dal mercato del lavoro.

Il sistema pensionistico italiano, infatti, è stato destinatario negli anni di diversi interventi legislativi che hanno condotto nel 2011 all’estensione del calcolo contributivo in favore di tutti i lavoratori.

Attualmente, quindi, per determinare il trattamento pensionistico, non si prende più come riferimento l’ultima retribuzione percepita, di solito, coincidente con lo stipendio più elevato perché conseguito al culmine della carriera. Si guarda, invece, all’ammontare e al numero dei contributi versati nel corso della vita lavorativa.

Si tratta di un meccanismo che non agevola soprattutto i giovani di oggi i quali, non riuscendo più a trovare opportunità lavorative stabili e continuative, rischiano di dover fare affidamento su una pensione irrisoria.

Per garantirsi un buon tenore di vita anche durante la pensione, quindi, è importante attivarsi sin dal primo rapporto di lavoro. Una valida soluzione è quella di ricorrere alla previdenza complementare.

Previdenza complementare: come funziona e quali sono i vantaggi

La previdenza complementare consente al lavoratore – che abbia raggiunto l’età pensionabile e che abbia accantonato negli anni una parte dei suoi risparmi – di beneficiare di un’ulteriore somma di denaro rispetto alle prestazioni pensionistiche previste dall’INPS.

Si tratta, dunque, di un sistema integrativo su base volontaria al quale possono aderire sia lavoratori che soggetti privi di impiego.

Oltre al vantaggio di natura economica, tale ulteriore livello di tutela pensionistica porta con sé anche delle agevolazioni fiscali. Infatti,i contributi versati a tale titolo durante il periodo di accantonamento possono essere dedotti dal reddito dichiarato, così come i premi di produttività eventualmente mutati in versamenti in favore della formula di previdenza complementare alla quale si è aderito.

Il tutto, come evidenziato anche nell’approfondimento dedicato alla previdenza complementare deducibile proposto da Helvetia, nel rispetto di alcuni limiti quantitativi e con esclusione del TFR.

Si tratta dunque di una vera e propria opportunità di risparmio, poiché dalla riduzione del reddito imponibile consegue in automatico un calo delle imposte IRPEF.

Anche la tassazione delle prestazioni effettuate in favore del sistema pensionistico integrativo è piuttosto conveniente: basti pensare, ad esempio, che allo stato attuale per i pagamenti della previdenza complementare è prevista l’applicazione di una ritenuta del 15%, con possibilità di successiva riduzione in base agli anni di adesione alla pensione integrativa.

Le formule della previdenza integrativa

Per assicurarsi una rendita aggiuntiva nel futuro, esistono tre diverse formule di previdenza complementare tra le quali scegliere.

La prima è costituita dai Piani Individuali Pensionistici, contratti di assicurazione sulla vita con i quali è possibile ottenere la prestazione pensionistica integrativa sia come rendita vitalizia che sotto forma di capitale.

Si può aderire alla polizza soltanto su base individuale e quindi mediante i contributi del lavoratore (fra cui il TFR, in caso di rapporto di lavoro dipendente) nonché quelli su base volontaria del datore di lavoro.

È possibile poi annoverare i Fondi Pensione Aperti, destinati a tutti i lavoratori, ai familiari ma anche ai soggetti privi di impiego. L’adesione può essere sia su base individuale che collettiva, in quest’ultimo caso la contribuzione viene effettuata dall’azienda tenuto conto di quanto stabilito in accordi e regolamenti aziendali.

Infine, troviamo i Fondi Pensione Negoziali, che prevedono la presenza di due parti coinvolte, i datori di lavori e rappresentanti sindacali a tutela dei dipendenti e si basano su accordi collettivi relativi sia al comparto pubblico che privato. 

Se si desidera aderire ad una delle prime due formule di previdenza complementare, si consiglia di affidarsi a imprese di assicurazione specializzate nell’offrire le migliori soluzioni a tutti quei lavoratori e non che desiderano godere di una maggiore tutela previdenziale. (Pubbliredazionale)