Riceviamo da Angelo Sidoti e pubblichiamo
Direttore,
Leggendo alcuni commenti sul suo giornale in merito alle mareggiate di Canneto, i cui effetti noi della frazione conosciamo forse meglio di altri, e senza alcun tono polemico, volevo rappresentare per il futuro quanto segue:
In queste occasioni la Marina Garibaldi andrebbe chiusa con tanto di segnaletica e magari con la presenza di qualche vigile all’ingresso della frazione dai due lati – San Vincenzo e Acquacalda;
Di conseguenza qualcuno dovrebbe regolare il traffico sulla Cesare Battisti. Infatti, con la strada invasa dal mare, sabbia e pietre tutto il traffico di auto e motocicli si riversa sulla suddetta strada. Questo fenomeno è noto a tutti anche se non esperti di viabilità, tantomeno di previsioni del tempo.
Che togliere la sabbia per ammucchiarla in modo sparso sulla carreggiata non fa altro che creare ulteriori pericoli;
Che il pietrame riposto sul manto stradale al passaggio delle auto viene catapultato ovunque su persone, macchine in sosta etc etc;
Che ammucchiare la sabbia nelle zone aperte del muraglione non fa altro, in caso di mareggiata successiva riportare dentro i detriti ed in caso di pioggia impedire il normale deflusso dell’acqua piovana;
Che si rende necessario rivedere tutte le griglie poste sul manto stradale in quanto in parte divelte anche per il passaggio delle ruspe ;
Insomma nessuno pretende che il Sindaco passi con secchiello e paletta a raccogliere la sabbia per le strade della “sua Canneto”, ma che almeno le cose vengano seguite e fatte con un certo criterio.
Ripeto, le mie note sono semplici suggerimenti per il futuro. In questa occasione c’erano motivi che potevano giustificare il mancato pronto intervento… Certo che però di personale della Protezione civile o di Vigili urbani io a Canneto ne ho visti ben pochi!!! Anzi pensandoci bene, ho visto la jeep della Protezione civile che girava per le strade…. insomma un bel fuoristrada!!
Infine, penso che il nostro Sindaco prima di tutto dovrebbe preoccuparsi della protezione dell’abitato di Canneto (come anche di altre frazioni) facendo predisporre le opere necessarie, in primis, il rinfoltimento della barriera (tetrapodi) di fronte al lungomare.
Angelo Sidoti










