Sicilia, incendi : ora è fumo di polemiche

foto Rosy BasilePalermo, 8 ago. (AdnKronos) – “Se il presidente della Regione Nello Musumeci è informato o è a conoscenza di notizie o di fatti certi, si rechi in procura per assicurare alle forze dell’ordine i veri colpevoli degli incendi”. Così i segretari generali di Cgil Palermo e Flai Cgil Palermo, Enzo Campo e Dario Fazzese, commentano le dichiarazioni del governatore sulle responsabilità dei forestali per gli incendi divampati in questi giorni in Sicilia. Dichiarazioni che il sindacato definisce “incomprensibili”.

“Chiediamo al presidente della Regione di chiedere scusa ai lavoratori forestali, ingiustamente additati come colpevoli mentre ogni giorno questi lavoratori mettono a repentaglio la propria vita nel contrasto degli incendi e spesso operano con pochi e obsoleti strumenti”. “Ci saremmo aspettati – proseguono i due segretari – da parte del presidente della Regione non certo un attacco nei confronti di chi rappresenta solo la fase terminale del processo legato alla gestione dei boschi e dell’antincendio. Il presidente avrebbe dovuto concentrare l’attenzione sulle gravi responsabilità del suo governo, assumendosi il peso dell’incapacità a gestire un settore così complesso come quello della cura e della salvaguardia del patrimonio boschivo. Questo è un settore abbandonato, ancora in attesa di una riforma che dia maggiori e più efficaci strumenti per il contrasto agli incendi e per la tutela del territorio”.

Alla Regione, Cgil e Flai chiedono “più atti concreti e meno propaganda”. “Attendiamo notizie certe da parte delle forze dell’ordine – aggiungono – Basta lanciare accuse pesanti sui lavoratori forestali, esponendoli alla mortificazione mediatica e fomentando odio nei loro confronti. Chiediamo al presidente Musumeci un tavolo per una programmazione ad ampio raggio per una seria prevenzione degli incendi che spesso non vengono appiccati da terreni demaniali, dove operano i lavoratori forestali tanto denigrati, bensì da terreni privati in stato di abbandono sui quali i lavoratori non possono intervenire”. “Ricordiamo al presidente le condizioni in cui vivono e lavorano gli operai forestali, spesso lasciati al minimo delle dotazioni – concludono Campo e Fazzese – Basta con lo sterile populismo: il presidente rispetti il lavoro degli operai forestali regionali e con perizia garantisca le risorse necessarie per assicurare una prevenzione continua e puntuale. Lasciamo che le indagini vengano svolte dagli organi competenti. Se dovesse risultare che anche un solo forestale fosse responsabile di questi vili atti, saremmo i primi a condannare l’autore e a espellerlo qualora risultasse un nostro iscritto”.

Frattanto Legambiente Sicilia ha presentato sette proposte al presidente Musumeci  “1, l’assessore a territorio e ambiente riveda subito l’organigramma del Corpo Forestale Regionale destinando a funzioni sul campo e al potenziamento dei distaccamenti forestali il tanto personale in divisa che oggi è assegnato ad uffici le cui mansioni possono essere svolte da altro personale tecnico e amministrativo della Regione. 2, il potenziamento statale dei reparti dei Carabinieri Forestali in Sicilia. 3, il varo, da parte dell’Assemblea regionale, di norme sanzionatorie per impedire ogni utilizzazione economica delle aree percorse da incendi, perché oggi le pene sono rigorose sulla carta ma solo per la distruzione dei boschi, mentre ormai gli incendi interessano prevalentemente aree non boscate. 4, l’assessore a territorio e ambiente (e daje) velocizzi gli aggiornamenti dei catasti comunali delle zone colpite dal fuoco. 5, sia redatto ogni anno il rapporto regionale sui dati degli incendi, ripristinando la pubblicazione sul sito web del Corpo Forestale Regionale. 6, rivedere la distribuzione dei presidi territoriali antincendio per garantire la tutela di Aree Naturali Protette e Siti Natura 2000, da alcuni anni particolarmente aggrediti dagli incendi dolosi. 7, siano emanate linee guida per gli interventi a tutela delle formazioni vegetali naturali e per l’intervento nelle aree non appartenenti al demanio, valorizzando quella particolare previsione della legge regionale che tutela tutto il patrimonio vegetazionale e non solo i boschi”. E poi, Gianfranco Zanna conclude bacchettando: “Mi auguro che le nostre proposte siano accolte per cercare di smuovere dall’immobilismo una Regione inadempiente e per fermare lo scempio e la distruzione provocati dagli incendi che ogni anno si ripetono in Sicilia. Basti pensare che ancora oggi non c’è la firma sull’accordo tra i Vigili del fuoco e la Regione per le squadre antincendio aggiuntive”.

Non è mancata la replica dell’assessore all’ambiente Toto Cordaro il quale ha etichetta queste proposte come prive di fondamento e superate. “Zanna, infatti. afferma Cordaro-dimentica che la Regione non ha potestà legislativa sulle norme sanzionatorie o interdittive, e dimentica pure che i dati sulle superfici percorse dal fuoco, nel 2018, sono già stati illustrati in una conferenza e riportati dalla stampa. Il presidente di Legambiente avrebbe fatto bene a fare le sue proposte anche al precedente governo regionale, ma non ci risulta che ciò sia mai avvenuto, per quanto riguarda il potenziamento del Corpo Forestale in Sicilia. Zanna, infatti, non ha mai suggerito di eliminare la norma sul blocco del turn-over, approvata, con la nostra opposizione, nel 2015 su proposta del governo Crocetta, e che ha di fatto bloccato il ricambio generazionale dell’organico e il suo potenziamento. In ogni caso, comunque, oggi non è tempo di polemiche, ma è tempo della stagione antincendio che dobbiamo continuare ad affrontare con i nostri valorosi uomini in divisa sul campo, che sono appena 500 per tutta l’Isola, contando nella fattiva collaborazione degli amministratori locali e in sinergia con i siciliani perbene, ai quali chiediamo di essere le prime sentinelle a salvaguardia del nostro straordinario e spesso violato territorio”.

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