Sicilia: caro voli frena turismo e ritorni per Natale

(palermo.repubblica.it) Biglietti da 400-500 euro, tratte che diminuiscono in bassa stagione e che, combinate a scali improbabili, trasformano il volareritorno a casa in un’odissea o ostacolano il turismo. Per molti siciliani emigrati o pendolari è sempre la stessa storia: passare le vacanze in famiglia è un lusso, con l’aggravante che il volo è l’unica alternativa percorribile perché l’alta velocità dei treni si è fermata al sud della penisola. Non è un novità che tornare a casa a Natale sia un salasso e le tariffe siciliane non si discostino da quelle di altre regioni del Sud.

Eppure, un napoletano che risiede a Milano può scegliere il treno o un lungo viaggio sull’Autostrada del Sole, un siciliano non ha scelta. Così, un biglietto da Torino o Bologna per Palermo con Ryanair, con andata nel week-end del 18-19 dicembre e rientro lunedì 4 gennaio costa più di 250 euro. Duecento da Pisa o Milano, tra i 400 e i 500 per rientrare a Palermo o Catania da Milano con Alitalia.

;”>Tante voci contro il caroprezzi vengono raccolte dal gruppo Facebook “Contro i tagli da/per la Sicilia” che conta oltre duemila iscritti. «Vivo a Milano ed è difficile pianificare in tempo i voli, ho speso fino a 500 euro e per risparmiare vado a Roma con un treno Frecciarossa per partire in aereo da lì», racconta la ventinovenne Gaia La Porta, costretta a subire ulteriori disagi per raggiungere Agrigento dallo scalo siciliano più conveniente. «Per i nostri ragazzi fuori sede trovare un biglietto aereo durante le festività è proibitivo», commenta Giovanna Masini Restuccia. Domenico Finocchiaro, studente catanese, lamenta invece le tariffe “fuori dalla concorrenza” applicate da Ryanair, monopolista della tratta Catania- Bologna. E per i residenti dell’Isola non c’è neanche la consolazione della continuità territoriale, un regime di tariffe agevolate già operativo da anni tra la Sardegna e i maggiori scali nazionali e tra Lampedusa e Pantelleria e gli aeroporti di Palermo, Trapani e Catania.

Per questo la Codacons ha lanciato una petizione online per chiederne l’applicazione. «Siamo tagliati fuori da tutto, per chi lavora e studia fuori è un dramma», afferma il segretario nazionale Francesco Tanasi. Anche perché muoversi con largo anticipo spesso non basta. «A febbraio ho prenotato un volo Venezia-Catania con Volotea per luglio e ho speso 240 euro», racconta Maria Grazia Munafò. Una differenza tra domanda e offerta confermata dagli operatori turistici. «Nei periodi più affollati i voli sono insufficienti e si spendono fino a 300-400 euro, o anche di più nelle tratte internazionali», dice Marcello Santoro dell’agenzia di viaggi Panormus, che per Natale consiglia di prenotare già a settembre.