La Guardia Costiera di Milazzo ha recuperato e sequestrato 18 cannizzi illegali, attrezzi da pesca galleggianti posizionati al largo delle coste milazzesi e utilizzati per attirare e catturare i pesci in mare aperto.
L’operazione è stata condotta nelle ultime ore dall’equipaggio del battello B 168 della Capitaneria di porto. I dispositivi, conosciuti tecnicamente come FAD (Fishing Aggregating Devices), erano stati realizzati artigianalmente e sono risultati privi dei necessari sistemi di segnalazione e identificazione, oltre a non rispettare le normative nazionali ed europee in materia.
In particolare, le disposizioni vigenti prevedono l’impiego di materiali a basso impatto ambientale e componenti biodegradabili, compatibili con l’ecosistema marino. Durante le operazioni di recupero, i militari hanno raccolto anche una considerevole quantità di materiale plastico, utilizzato insieme a foglie di palma per la realizzazione dei cannizzi rimossi.
La Guardia Costiera precisa che la pesca professionale con i FAD non è vietata, ma può essere praticata esclusivamente da pescatori professionali autorizzati. Gli attrezzi devono essere regolarmente identificati e contrassegnati con i dati dell’unità da pesca utilizzatrice, oltre a essere realizzati nel rispetto delle norme ambientali.
L’intervento rientra nell’attività di contrasto alla pesca illegale portata avanti dalla Capitaneria di porto di Milazzo, con l’obiettivo di tutelare l’ambiente marino, salvaguardare le risorse ittiche e proteggere la salute dei cittadini.











