Salina è una sola isola, anche se amministrata da tre Comuni. I suoi giovani frequentano gli stessi luoghi, condividono amicizie, famiglie, esperienze e spesso anche la stessa scelta difficile: partire per studiare o lavorare, continuando però a sentirsi profondamente legati alla propria terra.
Da questa realtà nasce una proposta nuova nel suo respiro unitario: creare uno spazio comune nel quale i giovani di Santa Marina Salina, Malfa e Leni possano incontrarsi, confrontarsi e dialogare con le istituzioni.
A sottoporla ai Sindaci, alle Giunte e ai Consigli comunali dei tre Comuni è Saverio Todaro, presidente pro tempore dell’Associazione “Esseri Uguali”, attraverso una nota improntata al rispetto istituzionale e alla piena disponibilità al confronto.
L’idea è quella di valutare la nascita di una Consulta giovanile intercomunale dell’Isola di Salina e, separatamente, di un Garante intercomunale per l’infanzia e l’adolescenza.
«Non presentiamo un progetto già scritto e non veniamo a dire agli amministratori dell’isola che cosa debbano fare», precisa Todaro. «Mettiamo sul tavolo un’idea che potrebbe unire Salina partendo dalla sua parte più giovane. Saranno i tre Comuni, se lo riterranno utile, a valutarla, migliorarla e darle la forma più adatta alle rispettive comunità».
La proposta non nasce per sostituire o giudicare quanto viene già realizzato. Al contrario, intende valorizzare le attività culturali, educative, sportive, ambientali e sociali promosse dalle Amministrazioni e dalle realtà associative presenti sull’isola, offrendo loro una possibile occasione di collegamento.
Una Consulta intercomunale potrebbe diventare la casa comune delle idee dei giovani di Salina: un luogo libero e pluralista nel quale imparare a partecipare, assumersi responsabilità e trasformare bisogni e aspirazioni in proposte concrete.
Non soltanto per chi vive stabilmente sull’isola. Attraverso strumenti digitali potrebbero essere coinvolti anche i ragazzi e le ragazze temporaneamente lontani per ragioni di studio o di lavoro.
«Partire non dovrebbe significare perdere la propria voce», sottolinea Todaro. «Un giovane può trovarsi a Messina, Palermo, Roma o in qualsiasi altra città e continuare ad avere nel cuore Salina. Dargli la possibilità di partecipare significa mantenere vivo quel legame e ricordargli che, per la sua comunità, continua a contare».
La partecipazione giovanile possiede anche un profondo valore educativo. Quando un ragazzo viene ascoltato, non si raccoglie soltanto un’opinione: si coltivano appartenenza, responsabilità e fiducia nelle istituzioni.
Accanto alla Consulta, la nota propone di valutare un presidio condiviso dedicato ai diritti dei bambini e degli adolescenti. L’eventuale Garante intercomunale avrebbe compiti di ascolto, sensibilizzazione e raccordo, senza sostituirsi ai servizi sociali, alla scuola, alle strutture sanitarie o alle Autorità competenti.
«I bambini non appartengono soltanto alle loro famiglie: appartengono, nel senso più alto e responsabile del termine, all’intera comunità educante», afferma il presidente di “Esseri Uguali”. «Prendersi cura dell’infanzia significa accompagnare le famiglie, promuovere una cultura dell’ascolto e aiutare ogni minore a sentirsi riconosciuto».
L’iniziativa nasce anche da un legame personale. Saverio Todaro ha vissuto a Salina durante i primi anni della propria infanzia e continua a tornare sull’isola per incontrare i familiari.
«Qui si trovano alcuni dei primi ricordi della mia vita», racconta. «Per questo non guardo a Salina da estraneo e non desidero costruire contrapposizioni. Voglio restituire, con rispetto, una parte dell’affetto che quest’isola mi ha lasciato».
Non sono stati indicati regolamenti, costi, modalità di nomina o tempi prestabiliti. Ogni scelta rimarrebbe affidata alla sensibilità e all’autonomia degli organi istituzionali di Santa Marina Salina, Malfa e Leni.
L’Associazione “Esseri Uguali” ha manifestato la propria disponibilità a partecipare a un eventuale incontro conoscitivo e a mettere a disposizione documentazione ed esperienze adottate in altri territori.
«Non cerchiamo una medaglia e non rivendichiamo paternità», conclude Todaro. «Sarebbe già un risultato importante aprire un confronto. Questa non vuole essere una bandiera da piantare, ma un ponte da costruire insieme, se le Amministrazioni lo riterranno utile. Perché Salina può essere tre Comuni senza smettere di essere una sola comunità».








