Ripascimento sabbie nere, Rosa: attenzione !

di Giovanni Rosa

Egr Direttore, davanti alla deriva ideologica non ci sono possibilità di rimedio. Rimane comunque , per ora, la possibilità di contestazione.

Ripascimento di una zona delle sabbie nere. Riporto da Wikipedia i pericoli di un ripascimento:

giovannimelarosa160“In diversi casi, a fronte degli ingenti costi sostenuti dalle amministrazioni interessate,(nel caso esposto..sembra che una ditta lo proponga a titolo gratuito!!! ndr) il ripascimento non ha ottenuto il soddisfacente risultato sperato, innescando clamorose contestazioni e conseguenti azioni delle autorità giudiziarie con diverse condanne per i responsabili degli interventi non eseguiti secondo i capitolati di appalto. Uno dei casi più eclatanti è stato il ripascimento delle spiagge del Poetto a Cagliari dove è stata riportata sabbia non corrispondente a quella preesistente poiché di tonalità notevolmente più scure e granulometrie differenti, molto evidenti alla vista lungo le linee di contatto adiacenti tra la sabbia originale e quella riportata, visibili anche attraverso Google Earth. Vi sono state inoltre anche altre azioni completamente illegali, con utilizzo di sabbie prelevate da cave poste in terraferma, del tipo usato per l’edilizia, quindi assolutamente non conformi. Questo poiché i costi di attuazione sono molto ridotti ed i tempi di intervento molto rapidi nei confronti dei prelievi marini, condizionati questi anche dalle condizioni meteo-marine avverse, le caratteristiche delle sabbie sono però solitamente completamente differenti. È il caso di alcune attività commerciali, compresi villaggi ed alberghi, posti sulla spiaggia che hanno utilizzato questo sistema per ripristinare le spiagge antistanti le loro strutture ed addirittura per riportare sabbia dove questa non vi è mai stata presente, quindi in assenza di autorizzazioni, di studi scientifici e valutazioni di impatto ambientale preliminari[1]. Altro problema importante, spesso non tenuto nella dovuta considerazione è il ripresentarsi della successiva rierosione dei litorali soggetti a ripascimento artificiale, poiché i fattori che hanno determinato le condizioni di erosione rimangono in essere e non sono state intraprese azioni correttive o risolutive efficaci o se tali azioni sono state in qualche modo intraprese con la creazione di barriere artificiali queste non sono state sufficienti o sono del tutto errate nella impostazione progettuale e di studio preliminare o di realizzazione. Essendo quindi una delle motivazioni principali dell’erosione il movimento delle correnti e del moto ondoso impetuoso, rimane molto difficile studiare e progettare sistemi che siano oltretutto in armonia con i parametri estetici ed ambientali naturali, vedi utilizzo di manufatti in cemento e/o di strutture visibili, quali le scogliere artificiali, sopra il livello dell’acqua, rimane quindi un argomento di studio e di confronto aperto ed in continua evoluzione.”

A proposito delle sabbie nere di Vulcano riporto brevemente il pensiero di un anziano isolano che non intende essere citato.

Nella passata stagione centinaia di persone hanno fruito della amplissima spiaggia centrale e a nord delle sabbie nere , anche grazie a diversi e organizzati stabilimenti balneari.

La modesta zona a sud è stata erosa a causa della mancata protezione della limitata scogliera, posta a circa mezzo miglio , nei confronti delle forti mareggiate di maestrale e tramontana.

Giudizio conclusivo….il riporto di sabbia con un ripascimento , non risolverà il problema e sempre secondo l’anziano vulcanaro…..distruggerà definitivamente il biosistema delle rinomate spiagge nere.

Giovanni Rosa