Intanto i sindaci delle isole minori incontrano il governo regionale per denunciare le criticità del comparto
La Sicilia- come ricorda il sito marittimienavi.net- si prepara a ridisegnare profondamente il sistema dei collegamenti marittimi con le isole minori. Con l’approvazione del quadro economico contenuto nel decreto dirigenziale n. 1029 del 12 maggio 2026, prende forma la futura gara unica regionale: un affidamento da circa 1,5 miliardi di euro che, a partire dal 2028, potrebbe concentrare in un solo soggetto la gestione della quasi totalità dei servizi marittimi verso Eolie, Egadi, Ustica, Pantelleria e Pelagie.
L’obiettivo dichiarato dalla Regione Siciliana è quello di superare l’attuale frammentazione tra lotti, convenzioni e operatori differenti, uniformando standard di servizio, tariffe e programmazione degli investimenti in un orizzonte temporale di nove anni. Una strategia che punta a garantire maggiore continuità territoriale e stabilità gestionale, ma che allo stesso tempo sta alimentando un acceso confronto nel settore armatoriale e tra gli amministratori locali.
Secondo le prime valutazioni degli operatori marittimi, infatti, la dimensione economica e organizzativa della gara rischia di restringere il numero dei partecipanti ai soli grandi gruppi industriali del comparto o a eventuali cordate finanziarie strutturate. Una prospettiva che potrebbe mettere in difficoltà le imprese più piccole, oggi operative su singole tratte o specifici arcipelaghi, riducendo di fatto il livello di concorrenza nel mercato dei collegamenti insulari.
Tra i principali protagonisti attesi figurano Liberty Lines per il segmento dei mezzi veloci, Caronte & Tourist e l’area ex Siremar per i servizi traghetto, senza escludere l’interesse di operatori esteri attratti da un mercato considerato strategico e sostenuto integralmente da compensazioni pubbliche.
Sul tavolo resta anche il nodo della transizione ecologica. Il rinnovo delle flotte con unità a basse emissioni richiederà investimenti particolarmente rilevanti, insieme a un adeguamento infrastrutturale dei porti siciliani e delle isole minori, tema ancora aperto e oggetto di confronto tecnico.
Nel frattempo, i sindaci delle isole minori siciliane hanno avuto un incontro istituzionale presso la Regione per rappresentare al governo regionale tutte le principali criticità del settore: dal caro trasporti ai collegamenti insufficienti nei mesi invernali, passando per il tema delle tariffe congelate, della continuità territoriale e della necessità di servizi più efficienti per residenti, lavoratori e turismo.
La partita resta dunque aperta. Da un lato la promessa di un sistema più ordinato, moderno e programmabile; dall’altro il timore che una gara così ampia possa irrigidire il comparto per l’intero prossimo ciclo di programmazione, limitando pluralità imprenditoriale e dinamismo competitivo nel mare delle isole siciliane.










