Randagismo: abbandono ed esasperazione in via Rocche

Riceviamo da Silvia Buttò e pubblichiamo

Speriamo non finisca come al solito a “Tarallucci e vino”

Letta la notizia dell’arrivo delle guardie zoofile a Lipari ricordo che:

Tutta la zona di via ROCCHE, strada provinciale e soprattutto rione comunale è frequentata da circa 8 cani (quando sono in calore si moltiplicano) se patronali, se randagi non si è capito. (Ho invitato diverse volte gli enti competenti a verificarne la provenienza, ma al solito nessun riscontro, quindi/ovviamente nessun interesse)

Il piccolo rione della zona ROCCHE di Acquacalda è una vera e propria giungla.

Proposta: 2/3 volte a settimana interventi di pulizia da parte di volontari nominati da Comune (erbacce che ormai sono diventate liane da cui lanciarsi), sacchi di spazzatura trascinati dai cani e quindi tappeti di immondizia e di escrementi di animali.

La sottoscritta da anni, ogni giorno è costretta a pulire montagne di feci prima di uscire e di entrare dalla propria abitazione, per incuria (mancato controllo) e disattenzione dell’ente competente e per mancanza di rispetto e di senso civico degli abitanti stessi della zona.

Supplico per l’ennesima volta chi di competenza a tutelare e difendere i cittadini onesti!!!!!!!!!!

CHI SBAGLIA, CHI INFRANGE LE REGOLE DEVE PAGARE!

IO NON MI SENTO TUTELATA! Non mi sento difesa ma presa in giro. Io devo combattere da sola! I pochi cittadini onesti sono rimasti abbandonati al proprio destino.

Aprite gli occhi e punite chi del territorio ne sta facendo scempio! Abbiate orgoglio e dignità nello svolgimento del vostro compito. Mettetevi nei panni dei cittadini onesti e cercate di capire l’amarezza e il disagio che ogni giorno si prova a non potere entrare ed uscire dalla propria casa.

(Non posto documentazione fotografica per ritegno e dignità personale)

Rabbia! Tanta rabbia e mortificazione.

Spero che quanto scritto non rimanga solo uno sfogo personale, spero di non dover continuare a combattere da sola contro un muro di gomma.

Liparoti vi invito a sfondare il muro di omertà e di ipocrisia: Uscite! Scrivete e firmatevi, è inutile parlare dove nessuno vi può sentire, lottate, anzi lottiamo insieme per difendere i nostri diritti e il nostro territorio. Siete in tanti dietro una penna, abbiate il coraggio di prenderla in mano e scrivere a difesa dei vostri diritti!

Pubblico la legge sul randagismo per invitare chi di competenza a leggere e meditare sulla stessa. Ricordo inoltre, che fondamentale, doveroso e obbligatorio è il controllo sul territorio (purtroppo inesistente)

Obblighi e doveri dei proprietari, detentori di cani. (Invito a leggere attentamente)

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“COMPITI DEI COMUNI (SINDACO)

■ Attuazione di piani di controllo delle nascite di cani e di gatti. ■ Risanamento dei canili comunali e costruzione di rifugi per cani. ■ Gestione dei canili e gattili direttamente o tramite convenzioni con associazioni animaliste e zoofile o con soggetti privati. ■ Organizzazione, congiuntamente alle ASL, di percorsi formativi per i proprietari di cani con conseguente rilascio di specifica attestazione denominata “patentino”, anche in collaborazione con gli ordini professionali dei medici veterinari, le facoltà di medicina veterinaria, le associazioni veterinarie, quelle di protezione degli animali e gli educatori cinofili. ■ Individuazione, in collaborazione con i servizi veterinari, dei proprietari di cani soggetti all’obbligo di svolgimento dei percorsi formativi. ■ Identificazione e registrazione in anagrafe canina, tramite il Servizio Veterinario pubblico, dei cani rinvenuti sul territorio e di quelli ospitati nei rifugi e nelle strutture di ricovero convenzionate. ■ Dotazione alla Polizia locale, di almeno un dispositivo di lettura di microchip iso-compatibile. ■ In caso di avvelenamento di un animale di specie domestica o selvatica, il sindaco deve: ● Impartire immediate disposizioni per l’apertura di un’indagine in collaborazione con le altre Autorità competenti; ● Provvedere, entro 48 ore dall’accertamento della violazione, ad attivare tutte le iniziative necessarie alla bonifica dell’area interessata dall’avvelenamento; ● Far segnalare con apposita cartellonistica, l’area di pericolo; ● Predisporre e intensificare i controlli da parte delle Autorità preposte.

RESPONSABILITÀ E DOVERI DEL PROPRIETARIO E DEL DETENTORE ■ Divieto di abbandono dei cani, gatti o qualsiasi altro animale d’affezione custodito. ■ Responsabilità sia civile che penale per danni o lesioni a persone, animali e cose provocati dal proprio cane. ■ Obbligo di segnalare alle Autorità competenti il decesso del proprio cane a causa di esche o bocconi avvelenati. ■ Obbligo di: ● Far identificare con microchip e iscrivere il proprio cane nell’anagrafe regionale nel secondo mese di vita. ● Fornire al proprio animale: – il cibo e l’acqua regolarmente e in quantità sufficienti; – le necessarie cure sanitarie ed un adeguato livello di benessere fisico ed etologico; – idoneo esercizio fisico; – una regolare pulizia degli spazi di dimora. ● Prendere ogni possibile precauzione per impedire la fuga del proprio animale. ● Garantire la tutela di terzi da aggressioni. ● Utilizzare sempre il guinzaglio ad una misura non superiore a mt 1,50, durante la conduzione dell’animale nelle aree urbane e nei luoghi aperti al pubblico. ● Portare con sè una museruola, rigida o morbida, da applicare al cane in caso di rischio per l’incolumità di persone o animali o su richiesta delle Autorità competenti. ● Affidare il cane a persone in grado di gestirlo correttamente. ● Acquisire un cane assumendo informazioni sulle sue caratteristiche fisiche ed etologiche nonché sulle norme in vigore. ● Assicurare che il cane abbia un comportamento adeguato alle specifiche esigenze di convivenza con persone e animali rispetto al contesto in cui vive. ● Provvedere a stipulare una polizza di assicurazione di responsabilità civile per danni contro terzi, qualora il proprio cane sia stato inserito nel Registro dei cani a rischio elevato di aggressività tenuto dai Servizi Veterinari.

 

LEGGE 14 agosto 1991, n.281 Legge quadro in materia di animali di affezione e prevenzione del randagismo.

Competenze dei comuni 1. I comuni, singoli o associati, e le comunita’ montane provvedono al risanamento dei canili comunali esistenti e costruiscono rifugi per i cani nel rispetto dei criteri stabiliti con legge regionale e avvalendosi dei contributi destinati a tale finalita’ dalla regione. 2. I servizi comunali e i servizi veterinari delle unita’ sanitarie locali si attengono, nel trattamento degli animali, alle disposizioni di cui all’articolo 2. Art. 5 Sanzioni 1. Chiunque abbandona cani, gatti o qualsiasi altro animale custodito nella propria abitazione e’ punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da lire trecentomila a lire un milione. 2. Chiunque omette di iscrivere il proprio cane all’anagrafe di cui al comma 1 dell’articolo 3, e’ punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma di lire centocinquantamila. 3. Chiunque, avendo iscritto il cane all’anagrafe di cui al comma 1 dell’articolo 3, omette di sottoporlo al tatuaggio, e’ punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma di lire centomila. 4. Chiunque fa commercio di cani o gatti al fine di sperimentazione, in violazione delle leggi vigenti, e’ punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da lire cinque milioni a lire dieci milioni. 5. L’ammenda comminata per la contravvenzione di cui al primo comma dell’articolo 727 del codice penale e’ elevata nel minimo a lire cinquecentomila e nel massimo a lire tremilioni. 6. Le entrate derivanti dalle sanzioni amministrative di cui ai commi 1, 2, 3 e 4 confluiscono nel fondo per l’attuazione della presente legge previsto dall’articolo 8. Art. 6 Imposte 1. Tutti i possessori di cani sono tenuti al pagamento di un’imposta comunale annuale di lire venticinquemila. 2. L’acquisto di un cane gia’ assoggettato all’imposta non da’ luogo a nuove imposizioni. 3. Sono esenti dall’imposta: a. i cani esclusivamente adibiti alla guida dei ciechi e alla custodia degli edifici rurali e del gregge; b. i cani appartenenti ad individui di passaggio nel comune, la cui permanenza non si protragga oltre i due mesi o che paghino gia’ l’imposta in altri comuni; c. i cani lattanti per il periodo di tempo strettamente necessario all’allattamento e non mai superiore ai due mesi; d. i cani adibiti ai servizi dell’Esercito ed a quelli di pubblica sicurezza; e. i cani ricoverati in strutture gestiti da enti o associazioni protezioniste senza fini di lucro; f. i cani appartenenti a categorie sociali eventualmente individuate dai comuni.

 

 

ORDINANZA 3 marzo 2009

Ordina: Art. 1. 1. Il proprietario di un cane e’ sempre responsabile del benessere, del controllo e della conduzione dell’animale e risponde, sia civilmente che penalmente, dei danni o lesioni a persone, animali e cose provocati dall’animale stesso. 2. Chiunque, a qualsiasi titolo, accetti di detenere un cane non di sua proprieta’ ne assume la responsabilita’ per il relativo periodo. 3. Ai fini della prevenzione dei danni o lesioni a persone, animali o cose il proprietario e il detentore di un cane devono adottare le seguenti misure: a) utilizzare sempre il guinzaglio ad una misura non superiore a mt 1,50 durante la conduzione dell’animale nelle aree urbane e nei luoghi aperti al pubblico, fatte salve le aree per cani individuate dai comuni; b) portare con se’ una museruola, rigida o morbida, da applicare al cane in caso di rischio per l’incolumita’ di persone o animali o su richiesta delle Autorita’ competenti; c) affidare il cane a persone in grado di gestirlo correttamente; d) acquisire un cane assumendo informazioni sulle sue caratteristiche fisiche ed etologiche nonche’ sulle norme in vigore; e) assicurare che il cane abbia un comportamento adeguato alle specifiche esigenze di convivenza con persone e animali rispetto al contesto in cui vive. 4. Vengono istituiti percorsi formativi per i proprietari di cani con rilascio di specifica attestazione denominata patentino. Detti percorsi sono organizzati da parte dei comuni congiuntamente con le aziende sanitarie locali, in collaborazione con gli ordini professionali dei medici veterinari, le facolta’ di medicina veterinaria, le associazioni veterinarie e le associazioni di protezione degli animali. 5. Il medico veterinario libero professionista informa i proprietari di cani in merito alla disponibilita’ di percorsi formativi e, nell’interesse della salute pubblica, segnala ai servizi veterinari della ASL la presenza, tra i suoi assistiti, di cani che richiedono una valutazione comportamentale, in quanto impegnativi per la corretta gestione ai fini della tutela dell’incolumita’ pubblica. 6. I comuni in collaborazione con i servizi veterinari, sulla base dell’anagrafe canina regionale decidono, nell’ambito del loro compito di tutela dell’incolumita’ pubblica, quali proprietari di cani hanno l’obbligo di svolgere i percorsi formativi. Le spese riguardanti i percorsi formativi sono a carico del proprietario del cane. 7. Il Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali con proprio decreto, emanato entro sessanta giorni dall’entrata in vigore della presente ordinanza, stabilisce i criteri e le linee guida per la programmazione dei corsi di cui al comma 4. Art. 2. 1. Sono vietati: a) l’addestramento di cani che ne esalti l’aggressivita’; b) qualsiasi operazione di selezione o di incrocio di cani con lo scopo di svilupparne l’aggressivita’; c) la sottoposizione di cani a doping, cosi’ come definito all’art. 1, commi 2 e 3, della legge 14 dicembre 2000, n. 376; d) gli interventi chirurgici destinati a modificare la morfologia di un cane o non finalizzati a scopi curativi, con particolare riferimento a: 1) recisione delle corde vocali; 2) taglio delle orecchie; 3) taglio della coda, fatta eccezione per i cani appartenenti alle razze canine riconosciute alla F.C.I. con caudotomia prevista dallo standard, sino all’emanazione di una legge di divieto generale specifica in materia. Il taglio della coda, ove consentito, deve essere eseguito e certificato da un medico veterinario, entro la prima settimana di vita dell’animale; e) la vendita e la commercializzazione di cani sottoposti agli interventi chirurgici di cui alla lettera d). 2. Gli interventi chirurgici su corde vocali, orecchie e coda sono consentiti esclusivamente con finalita’ curative e con modalita’ conservative certificate da un medico veterinario. Il certificato veterinario segue l’animale e deve essere presentato ogniqualvolta richiesto dalle autorita’ competenti. 3. Gli interventi chirurgici effettuati in violazione al presente articolo sono da considerarsi maltrattamento animale ai sensi dell’articolo 544-ter del codice penale. 4. E’ fatto obbligo a chiunque conduca il cane in ambito urbano raccoglierne le feci e avere con se’ strumenti idonei alla raccolta delle stesse. Art. 3. 1. Fatto salvo quanto stabilito dagli articoli 86 e 87 del decreto del Presidente della Repubblica 8 febbraio 1954, n. 320 «Regolamento di Polizia veterinaria», a seguito di morsicatura od aggressione i Servizi veterinari sono tenuti ad attivare un percorso mirato all’accertamento delle condizioni psicofisiche dell’animale e della corretta gestione da parte del proprietario. 2. I Servizi veterinari, nel caso di rilevazione di rischio potenziale elevato, in base alla gravita’ delle eventuali lesioni provocate a persone, animali o cose, stabiliscono le misure di prevenzione e la necessita’ di un intervento terapeutico comportamentale da parte di medici veterinari esperti in comportamento animale. 3.I Servizi veterinari devono tenere un registro aggiornato dei cani identificati ai sensi del comma 2. 4. I proprietari dei cani inseriti nel registro di cui al comma 3 provvedono a stipulare una polizza di assicurazione di responsabilita’ civile per danni contro terzi causati dal proprio cane e devono applicare sempre sia il guinzaglio che la museruola al cane quando si trova in aree urbane e nei luoghi aperti al pubblico. Art. 4. 1. E’ vietato possedere o detenere cani registrati ai sensi dell’art. 3, comma 3: a) ai delinquenti abituali o per tendenza; b) a chi e’ sottoposto a misure di prevenzione personale o a misura di sicurezza personale; c) a chiunque abbia riportato condanna, anche non definitiva, per delitto non colposo contro la persona o contro il patrimonio, punibile con la reclusione superiore a due anni; d) a chiunque abbia riportato condanna, anche non definitiva o decreto penale di condanna, per i reati di cui agli articoli 727, 544-ter, 544-quater, 544-quinquies del codice penale e, per quelli previsti dall’art. 2 della legge 20 luglio 2004, n. 189; e) ai minori di 18 anni, agli interdetti ed agli inabili per infermita’ di mente. Art. 5. 1. La presente ordinanza non si applica ai cani in dotazione alle Forze armate, di Polizia, di Protezione civile e dei Vigili del fuoco. 2. Le disposizioni di cui all’art. 1, comma 3, lettere a) e b) e all’art. 2, comma 4 non si applicano ai cani addestrati a sostegno delle persone diversamente abili. 3. Le disposizioni di cui all’art. 1, comma 3, lettere a) e b) non si applicano ai cani a guardia e a conduzione delle greggi e ad altre tipologie di cani comunque individuate con proprio atto dalle regioni o dai comuni. Art. 6. 1. Le violazioni delle disposizioni della presente ordinanza sono sanzionate dalle competenti Autorita’ secondo le disposizioni in vigore. Art. 7. 1. La presente ordinanza ha efficacia per 24 mesi a decorrere dal giorno della pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana. La presente ordinanza e’ trasmessa alla Corte dei conti per la registrazione. Roma, 3 marzo 2009 p. Il Ministro Il Sottosegretario di Stato Martini Registrato alla Corte dei conti il 17 marzo 2009 Ufficio di controllo preventivo sui Ministeri dei servizi alla persona e dei beni culturali, registro n. 1, foglio n. 195