Quando l’Arte vola senza confini

fenicotteri migranti

Ambra Mirabito e i suoi fenicotteri migranti

di Michele Merenda

A volte, una semplice associazione di idee può far nascere un ambizioso progetto artistico. Sembra essere successo questo nella vita della liparese Ambra Mirabito, che dopo l’ennesima tragedia in mare capitata ad un barcone di migranti ha avvertito la necessità di rimettere in discussione la propria Arte, dando vita ad un progetto nuovo: quello dei “Fenicotteri Migranti”, capace di puntare i riflettori sull’importanza dell’accoglienza.

Dopo aver conseguito il Diploma di Laurea in Pittura presso l’Accademia di Belle Arti Mediterranea di Messina col massimo dei voti (tesi in Percezione e Psicologia della Forma, dal titolo: “I colori dello Spirito”), Ambra Mirabito ha sempre esplorato i profondi legami tra sacralità ed arte, ponendo l’artista come tramite tra le due dimensioni. E da artista autentica non si fossilizza, va avanti nella sua evoluzione, esplorando il mondo della fotografia (vista in un contesto quasi onirico) e persino del ricamo, ponendo all’attenzione l’antica tradizione familiare reinterpretata in chiave contemporanea.

Approcci che hanno sempre previsto lunghi periodi di preparazione, dove il concetto di informazione non è mai passato in secondo piano. Fu proprio grazie alla ricerca della memoria storica, vista come elemento a cui attingere a piene mani per nutrire l’ispirazione, che l’artista eoliana un giorno si imbatté in un vecchio articolo che parlava dell’arrivo durante il 1987 di un fenicottero nel laghetto di Lingua, nella dirimpettaia Salina di cui lei è peraltro originaria. Ed ecco quindi la scintilla, la brillante associazione di idee: nasce la riflessione sulle profonde analogie che vi sono tra la migrazione dei fenicotteri e dei popoli. «Migrare – spiega Ambra Mirabito – dovrebbe significare “spostarsi in cerca di un luogo più favorevole dove dare inizio ad una nuova vita”; in realtà oggi significa andare alla deriva e finire spesso nella rete dei trafficanti di esseri umani. Per dare il mio contributo di sensibilizzazione sull’accoglienza come gesto umanitario e di civiltà, ho ideato “Fenicotteri Migranti”, un progetto di arte “virale” che si esplica attraverso il coinvolgimento del pubblico».

ambra mirabito

Questi fenicotteri di carta – creati con la tecnica dell’origami, decorati a china, legati con un filo di seta e poi ribattezzati ciascuno con un nome proprio africano – vengono regalati a chi ne fa richiesta, con l’impegno di fotografarli nella propria città di residenza o portarli con sé in viaggio. Il passo successivo consiste nell’inviare le immagini all’artista, che con la documentazione fotografica pervenuta sta realizzando un “Album dell’Accoglienza” e una Google map del flusso migratorio. Un fenomeno che sorprendentemente sta riscuotendo parecchio seguito, risultando condiviso e sostenuto sui vari social media.

Se nell’ottobre 1992 a Lampedusa aveva luogo il primo sbarco di migranti provenienti dalle coste dell’Africa (creando da allora un vero e proprio flusso che sarebbe poi diventato sinonimo di emergenza umanitaria), il 28 febbraio 2016 avveniva un fatto curioso: un esemplare di fenicottero rosa tornava a posarsi sul laghetto di Lingua, frazione di S. Marina Salina. Il progetto era già avviato da qualche tempo e quell’avvenimento sembrava proprio un segno del destino

«Il filo conduttore delle mie creazioni – commenta l’artista – è il recupero della memoria storica. Ritengo che la riscoperta della storia e delle tradizioni determini l’identità di un individuo, incoraggi il processo di auto-riconoscimento all’interno di un gruppo sociale e rafforzi il senso di appartenenza, di responsabilità e di attenzione nei confronti del proprio territorio. Il primo che ha creduto nel progetto – continua Ambra Mirabito – è stato il direttore artistico del Salina Festival, Massimo Cavallaro. Grazie alla sua lungimiranza ho avuto modo di presentare in anteprima nazionale il progetto e con l’occasione distribuire i primi esemplari e raccogliere nuove adesioni. Successivamente – aggiunge – l’assessore del comune di Santa Marina Salina, Linda Sidoti, e l’assessore del comune di Lipari, Fabiola Centurrino, hanno creato nuove occasioni per promuovere il progetto. Ma se sono stati raggiunti dei buoni risultati in meno di un anno ¬– ci tiene a sottolineare l’ideatrice – lo devo alle 150 persone che fino ad oggi mi hanno sostenuta adottando un fenicottero e che hanno creduto nel progetto stesso. È grazie a loro se l’album dell’accoglienza conta più di 300 foto provenienti da 20 paesi. Non potrò mai ringraziarli abbastanza». Collegandosi infatti al sito www.fenicotterimigranti.it, dove è possibile compilare il relativo form per l’adozione, si può appurare che i fenicotteri migranti eoliani sono approdati in Australia, in diversi paesi africani, nell’America latina, persino in Cina ed in Bhutan.

fenicotteri migranti 2

Non sono ovviamente mancati gli ostacoli. In principio l’artista si è vista chiudere molte porte in faccia e addirittura sentirsi apertamente scoraggiare da professionisti del settore che non credevano assolutamente nel progetto. Ma dopo un plausibile momento in cui la determinazione ha rischiato di vacillare pericolosamente, Ambra Mirabito ha deciso di mettersi in discussione da sola ed oggi sembra aver smentito con i fatti certi presunti “esperti” del settore. « Ho pensato a tutte le persone che mi avevano sostenuto fino a quel momento – racconta Ambra –, al calore della gente incontrata agli eventi, alle belle storie che ci sono dietro molte delle fotografie dell’album dell’accoglienza. Vi racconto la mia esperienza – aggiunge poi – perché è importante non fermarsi al primo no, si deve insistere e con determinazione trovare il proprio posto nel mondo dell’Arte. È vero, ci vuole un po’ di fortuna, ma alla fine l’impegno paga sempre».

Al momento Ambra Mirabito sta lavorando a nuove opere e vi sono in cantiere nuove collaborazioni. Sembra che ci sia addirittura la possibilità di creare un libro sul progetto, anche se oggi appare troppo prematuro parlarne.