Pontili pomice, Costa: ” A cosa è valso chiudere un’industria che dava lavoro ? “

Riceviamo dal dott. Antonino Costa e pubblichiamo

Egregio Direttore,

Antonino Costa
il dott. Antonino Costa

anni addietro ho assistito a Madrid ad una corrida conclusasi con la sconfitta di un toro in ginocchio e sanguinante. La visione e ll ricordo di quel mostruoso e incivile spettacolo ha turbato la mia coscienza di spettatore, lasciando un segno indelebile nella mia mente.

Oggi, leggendo il Suo servizio accompagnato dalle foto di Isabella Libro, sulle avverse condizioni meteo-marine dei giorni scorsi che hanno divelto il secondo pontile pomice della nostra isola, è tornata alla mia mente quella triste immagine del toro annientato da una forza impari esercitata contro la propria, altrettanto forte ma soccombente.

Il pontile tranciato mi è apparso simile a quel toro piegato!

Ho dedicato 37 anni della mia attività professionale, conclusasi in questo settore nel 1987, con l’entusiasmo di chi giovane come me negli anni ’50, credeva nella risorsa che madre natura aveva riservato al nostro territorio, portando avanti una industria nata timidamente – per volontà di una precedente generazione – negli anni Quaranta post bellici, che cresceva lentamente, fino a raggiungere l’apoteosi a partire dagli anni 1967-1970.

E così, con ammodernamenti e con una capillare organizzazione industriale e commerciale, la pomice di Lipari raggiungeva i diversi mercati del mondo. In dipendenza da tale attività l’economia dell’isola era fiorente. Le forze di lavoro, tra impieghi diretti e indotto, erano notevoli, a parte i rivoli provenienti dal settore turismo…

Vedere oggi le immagini di quel toro abbattuto mette tanta tristezza; tanti ricordi svaniti e tanta nostalgia; tante fatiche e genialità perdute, tante persone dalle quali ricevo, ormai non più giovane, testimonianza di simpatia legata ai rapporti di lavoro dei tempi passati.

Mi chiedo: a cosa è valso chiudere una industria che portava lavoro? Essa era sicuramente da ridimensionare, alla luce delle innovative norme sulla sicurezza e delle modalità di produzione, e conseguentemente anche i suoi pontili sarebbero stati salvaguardati con il supporto necessario per resistere ai marosi.

Grazie per l’ospitalità.

Antonino Costa