Un’alunna di quinta elementare ha scritto una lettera indirizzata alla Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, chiedendo “le stesse opportunità date agli altri bambini”. La bimba risiede a Filicudi, e per frequentare le scuole medie dovrà lasciare la sua isola. Per questo, ha chiesto aiuto alle istituzioni. Tiziana, dieci anni, sta per concludere l’anno scolastico e per continuare a studiare dovrà lasciare la propria casa, i nonni, gli amici, e quell’isola che rappresenta il suo mondo. Perché a Filicudi non esiste più il corso di preparazione agli esami di scuola secondaria di primo grado. Un vuoto educativo che trasforma un diritto fondamentale in un ostacolo. Alle richieste della madre della piccola le istituzioni hanno risposto con una posizione netta: non è possibile inviare otto docenti per una sola alunna. “Sto per concludere la V elementare e sono molto triste e preoccupata – scrive la bimba alla premier -. Nella mia isola, da qualche anno, non c’è più il Cpe che era un corso di preparazione agli esami di scuola media. Ho chiesto, assieme alla mia mamma, che venga riavviato, per me e per gli alunni che verranno nei prossimi anni. Ci è stato detto che non si possono inviare 8 docenti sull’isola, per una sola alunna. Ma loro non sanno che qui, il Cpe, è sempre andato avanti con due soli docenti”. E concludono: “Anche io, Presidente non voglio andarmene. Voglio restare con I miei nonni, nella mia Isola, con i miei amici e con mia madre che qui lavora. Ho solo 10 anni e chiedo di avere le stesse opportunità date agli altri bambini”.
Sulla vicenda è intervenuto Bartolo Pavone, responsabile provinciale di Confintesa L.C., ex docente collaboratore del dirigente scolastico di quell’Istituto in passato, il quale ha puntualizzato che “in Italia, il diritto allo studio in contesti di insularità e forte spopolamento è garantito da specifiche norme di deroga che permettono di mantenere aperta una scuola e formare una classe anche con una sola alunna. Le disposizioni normative fondamentali che tutelano questa casistica sono: • D.M. n. 331/1998 (art. 21): • D.P.R. n. 81/2009 (art. 10 e art. 14): • Legge n. 448/2001 (art. 1, comma 34): • DM 127/2023. Queste norme vigenti- continua il sindacalista- disciplinano i criteri per la formazione delle classi, ribadendo che per le scuole site nelle piccole isole i parametri standard (numero minimo di studenti) possono subire ulteriori diminuzioni e deroghe pur di assicurare il servizio scolastico sul territorio. Inoltre, identifica e tutela le scuole ubicate nei territori montani e nelle piccole isole escludendole dai tagli lineari agli organici, al fine di salvaguardare il presidio educativo. Infine, disciplina i criteri per la formazione delle classi, ribadendo che per le scuole site nelle piccole isole i parametri standard (numero minimo di studenti) possono subire ulteriori diminuzioni e deroghe pur di assicurare il servizio scolastico sul territorio e il quadro del dimensionamento scolastico (aggiornato dal DM 127/2023) prevede parametri numerici di autonomia ridotti proprio per salvaguardare gli istituti nelle isole minori.”








