Pantano Vulcano, Lo Cascio: “evitare allarmismi fuori luogo”. Occhio ai miraggi

Riceviamo dal consigliere comunale , Pietro Lo Cascio, e pubblichiamo con una piccola nota finale del direttore:

Gentile Direttore,

il pantano dell'istmo di Vulcano
il pantano dell’istmo di Vulcano

ho letto il breve pezzo dedicato al Pantano dell’Istmo di Vulcano che, secondo l’opinione espressa dal Suo giornale, sarebbe “da ripulire e bonificare” perché “a rischio incendi” e covo di “zanzare, topi e bisce”.

Il pantano – proprio per intrinseca definizione – è un ambiente naturale, peraltro di grande pregio, sopravvissuto allo scempio urbanistico (aggettivo, quest’ultimo, che potrebbe suonare eufemistico) che si è verificato a Vulcano tra gli anni Sessanta e Settanta, e persino alla più recente realizzazione di impianti del depuratore, consumata in spregio alle leggi vigenti (che prevedono l’obbligo della valutazione di incidenza) e alle più elementari regole di sostenibilità ambientale; su tale aspetto sono più volte intervenuto pubblicamente, trovando spazio anche sul Suo giornale.

Si tratta di un habitat prioritario, classificato nella direttiva comunitaria 43/92 come “laguna costiera”, per il quale l’Italia è tenuta a garantire un adeguato livello di conservazione e, in caso contrario, a rispondere all’Unione Europea.

Su suggerimento dell’associazione Nesos, la società Geoterme ha preso in affitto la proprietà e intende renderla accessibile al pubblico come oasi avifaunistica, l’unica nell’arcipelago dove ancora oggi decine di specie di uccelli acquatici e limicoli sostano durante le migrazioni o trascorrono i mesi invernali.

Gli incendi mi sembrano un’eventualità davvero remota; in ogni caso è come se pretendessimo di rimuovere le palme dal lungomare di Marina Lunga o le alberature da Piazza Mazzini, nell’ipotesi sciagurata che qualcuno decida di mandarle a fuoco.

Periodicamente, qualche solerte rappresentante della circoscrizione o qualche funzionario comunale avevano già chiesto o disposto interventi di disinfestazione o di derattizzazione, che tuttavia non sono assolutamente compatibili con le caratteristiche del luogo, né tanto meno con l’obiettivo della tutela del suo particolare ecosistema. Anche in questo caso, sono già intervenuto in passato per scongiurare interventi devastanti e, soprattutto, assolutamente illegali.

Conoscendo abbastanza bene il contesto, mi permetto di rassicurarla in merito alla presenza di bisce – se non a livello occasionale – mentre per le zanzare, quelle che si riproducono nei sottovasi e nei ristagni dell’irrigazione automatica dei giardini sono certamente ben più numerose.

Per i topi, sarebbe sufficiente che ignoti utenti la smettessero di depositare rifiuti di ogni genere e sorta a margine della strada per Vulcanello, e che la società titolare dell’appalto del servizio si degnasse di rimuovere i cumuli che giacciono dietro i cassonetti, accatastati da mesi.

Spero con questo di avere offerto elementi utili a rimeditare tale ciclica propensione – anche mediatica – all’accanimento verso un luogo e un habitat unico nel suo genere, del quale la comunità dell’isola dovrebbe essere orgogliosa e attenta custode.

Ad ogni modo, continueremo a vigilare affinché agli improvvidi allarmismi fuori luogo non seguano azioni dissennate e inutilmente dannose, denunciando alle autorità competenti eventuali autori delle stesse.

Grazie per l’attenzione e cordiali saluti

 

Pietro Lo Cascio

consigliere comunale de La Sinistra

( Siamo d’accordo col consigliere Lo Cascio nell’evitare allarmismi fuori luogo ma crediamo che gli albergatori della zona, che ci hanno girato la segnalazione, non la pensino allo stesso modo. Tuttavia auspichiamo che la realizzazione  dell’oasi avifaunistica, con la prossima calura estiva, non diventi un miraggio. Sarebbe davvero un peccato non poter contare su una simile attrattiva. P.P.)