Ho fatto troppe campagne elettorali in passato (qualcuna vinta, piu’ di qualcuna persa) per non comprendere gli opposti sentimenti di entusiasmo e delusione, gioia e rabbia, passioni e rancori che inevitabilmente ci lascia in eredita’ una campagna elettorale comunale. Si creano solidarieta’ nuove ,si cancellano esperienze di vita, nascono strascichi e risentimenti che in qualche caso durano minuti, in qualche altro mesi, in qualche caso durano una intera vita. Proprio per questo mi sento di esprimere il sentimento che questa comunita’ abbia da oggi la capacita’ di sotterrare l’ascia di guerra. La politica rimanga un ambito che non interferisca con la vita delle persone. Ci si sforzi di considerare l’avversario politico un interlocutore di cui non si condivide il percorso ma si faccia il possibile perche’ la nostra comunita’ abbia la capacita’ di non creare ulteriori barriere, divisioni, odii, limitando la dialettica politica ad un ambito pubblico e non consentendo di determinare inimicizie personali.