Peppe Paino
Nella miriade di opinioni sforziamoci di vederla anche così: se, nei giorni scorsi, nel porto di Sottomonastero la cima spezzata della nave avesse scaricato la potenza del suo “effetto frusta “ in banchina, parlare di feriti lievi sarebbe stata una fortuna. La provvidenza ancora una volta è stata benevola ed è incredibile come continui a sfuggire ai più, forse, il problema più importante presente nel porto di Lipari : entra chiunque . Quando e come vuole, per fare ciò che desidera piazzandosi dove gli pare. Arriva la nave, e durante le fasi di ormeggio tutti attorno: dai procacciatori alla gente in partenza e chi più ne ha più ne metta.
Agli aliscafi va meglio ? Decisamente no. O si pensa , davvero, di contenere i prossimi flussi in arrivo e in partenza solo con il palliativo ex Pumex ; lavoratori peraltro sprovvisti della necessaria autorità per fermare chicchessia . Può mai essere tollerata una situazione del genere visto, anche e soprattutto, il periodo al quale andiamo incontro ? Scusate , ma c’è qualcosa che a noi non sfugge : ma dove sono le forze dell’ordine ? Ci rendiamo conto che stiamo parlando dell’unico porto di Lipari con le porte spalancate per chi entra e chi esce ? Visto che di telecamere per il controllo del territorio si è parlato a vanvera, sosteniamo fortemente l’esigenza di un presidio fisso delle forze dell’ordine, mattina e sera, nell’ambito del normale orario di lavoro, al porto degli aliscafi e delle navi.
A cominciare, ovviamente, dalla Capitaneria di Porto come avveniva diversi anni fa, ad esempio, con la collocazione della sbarra all’ingresso nell’area . Per riportare ordine, decoro e soprattutto sicurezza. E inutile girarci attorno ogni anno: c’è bisogno dei tutori della legalità. Certo, bisogna fare i conti con gli organici ridotti all’osso e con una moltitudine di incombenze, ma stiamo parlando di un servizio da svolgere per appena un mese e mezzo, in un luogo ad alta affluenza turistica e non solo, nell’interesse di tutti.











