Malfa: lo scandalo porto in Procura

Esposto del Sindaco Longhitano che presenta la relazione del dirigente regionale della Vigilanza , D’Urso. Storia di una incompiuta e di un litorale sfregiato.

Salvatore Longhitano, Sindaco di Malfa
Salvatore Longhitano, Sindaco di Malfa

Salina – Il Sindaco di Malfa, Salvatore Longhitano, chiede conto delle gravissime irregolarità denunciate dal dirigente regionale del Servizio di vigilanza sulle infrastrutture, ing. Salvatore D’Urso sui lavori di riqualificazione e adeguamento di Scalo Galera. Il primo cittadino ha, infatti, trasmesso alla Procura della Repubblica di Palermo la relazione del dirigente D’Urso , un vera e propria denuncia dall’interno nei confronti della malaburocrazia regionale e dello scellerato percorso procedurale fatto di ritardi, negligenze, perdita di denaro a fronte di un’opera rimasta al palo dal 2008.

Lo stesso D’Urso , da parte sua , ha già messo a conoscenza della situazione il Presidente della Regione e dato comunicazione dei suoi rilievi, per come imposto dal Codice Penale e dalla normativa per la lotta alla corruzione, alle Autorità regionali e nazionali competenti in fatto di indagine e repressione della corruzione nella Pubblica amministrazione. La vicenda trae origine quando , appunto, nel 2008  il Comune chiede che sia l’Amministrazione regionale, e il Dipartimento allora ai LL.PP a gestire le fasi di esecuzione delle opere di 1° lotto e l’appalto e l’esecuzione del 2° lotto .

“Pur essendo le opere al momento del passaggio delle competenze, progettate, approvate tecnicamente, finanziate ed appaltate, il Comune – ha

il nostro pezzo sulla Gazzetta del Sud di oggi
il pezzo del nostro direttore Peppe Paino sulla Gazzetta del Sud di oggi

scritto nella relazione l’alto dirigente D’Urso – vede ancora oggi il proprio magnifico litorale sfregiato da un moncherino di diga foranea mentre distrutto da mareggiate e comunque incompleto appare il retrostante banchinamento; l’esecutore del completamento del primo lotto risulta incerto, il finanziamento del secondo lotto è andato perduto. L’ Amministrazione comunale, non solo subisce il danno della mancata esecuzione dell’opera e del pericolo che la piccola parte già realizzata costituisce per la navigazione e per gli utenti del porto, ma subisce, in uno con l’Amministrazione regionale, la beffa della instaurazione di una serie di contenziosi milionari portati avanti da due imprese (una che si ritiene legittima esecutrice del primo lotto, e da quella vincitrice l’appalto del secondo lotto, dal progettista incaricato della progettazione e della direzione lavori, in massima parte mai saldato.

l'ing. Salvatore D'Urso
l’ing. Salvatore D’Urso

E oggi, come si evince dalla nota di avvio del procedimento di vigilanza, anche dell’apertura del contenzioso nei confronti dello stesso Rup (responsabile unico del procedimento) a cui si addebitano ipotetici danni e ritardi”. Ed ancora, il dirigente D’Urso ha denunciato che “l’Amministrazione Regionale, subisce un danno d’immagine gravissimo dimostrando di essere realizzatrice incapace di infrastrutture, per di più in amministrazione diretta, danno certamente non mitigato dalla artata esclusione di questo porto dall’elenco delle incompiute della Regione Siciliana”.

La situazione, ha anche evidenziato D’Urso, ha comportato anche, il disimpegno di rilevantissime risorse attribuite al PO 2007-2013, per un importo pari ad € 58,5 Meuro. Il dirigente ha suggerito di intraprendere “ la via del ristabilimento delle condizioni di legittimità e di legalità degli atti posti in essere per consentire l’immediata ripresa dei lavori, il completamento del porto in tutta la sua interezza e la cessazione dei contenziosi in atto. Una situazione in cui le regole più elementari della certezza del diritto sono state cancellate e si cerca, ancora oggi, di allontanare responsabilità precise. Una situazione in cui ci si fa gioco della Magistratura Contabile, delle Avvocature Distrettuali, della capacità e dignità di stimati colleghi e delle loro opinioni, in cui non si ricorre mai alla Vigilanza come prescritto dalla legge, e non si riconoscono gli errori, mandando in fumo risorse ingentissime, il futuro di aziende e di professionisti e mettendo a rischio, financo, l’incolumità fisica di intere popolazioni”.