L’ultimo saluto di Salina a Roberto Rossello

Michele Merenda

foto salinanews.it
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SALINA – «Muore giovane colui che è caro agli dei». Con questo verso di Menandro (reso famoso poi da Giacomo Leopardi, che lo usò come citazione nell’epigrafe del suo “Amore e morte”), il sindaco di Malfa Salvatore Longhitano ha voluto rendere omaggio a Roberto Rossello nel giorno dei suoi funerali. Nella calda e cupa mattinata di sabato 14 novembre, infatti, il popolo di Salina ha reso l’ultimo saluto al giovane che nella tarda serata giovedì 12 – lo ricordiamo – ha perso la vita in un incidente motociclistico mentre faceva di ritorno a casa.

Il funerale si è svolto nella piazza antistante la chiesa patronale di S. Onofrio, nella sua Pollara (frazione di Malfa), dove il giovane Rossello (35 anni) aveva preso in mano la storica azienda agricola del nonno e l’aveva messa al passo coi tempi, riuscendo persino ad uscire in pochi anni dall’inevitabile cono d’ombra tracciato dalla figura importante del vecchio De Lorenzo. “Sapori eoliani”, un nome ormai conosciuto in molti centri enogastronomici italiani, era diventata l’esempio di come ci si possa ancora oggi affermare puntando sulla autentica genuinità dei prodotti, grazie alla determinazione e al piacere di confrontarsi con differenti realtà del settore.

roberto rossello

Le parole di Longhitano hanno voluto ricordare un personaggio capace di farsi ben volere oltre qualsiasi retorica dettata dagli ultimi tragici avvenimenti. Roberto Rossello è stato infatti ricordato anche come capogruppo di maggioranza nell’amministrazione del proprio Comune, emblema di un uomo impegnato attivamente nel sociale e capace di esporre – come ben sanno gli amici più cari –ogni suo pensiero nella maniera più schietta, incurante se ciò potesse risultare impopolare. Presenti anche gli altri due sindaci, Riccardo Gullo (Leni) e Massimo Lo Schiavo (S. Marina Salina), che hanno partecipato con silenzioso sconcerto al dolore ben più grande dei familiari. Il rito funebre è stato celebrato dai tre sacerdoti dell’isola: don Alessandro Lo Nardo, don Giuseppe La Rosa e don Godwin Ide. Don Alessandro ha speso parole toccanti per ricordare Roberto, parlando di un ragazzo che un giorno, nonostante i numerosi impegni, ebbe modo di dirgli: «Padre… Io ci sono sempre». Dal canto suo, don Godwin ha sottolineato che adesso occorre portare avanti quanto cominciato proprio da Roberto, facendo sì che tutto non rimanga una semplice parola scritta bensì azione fattiva che nasce dal cuore. Oltre ad aggiungere che in questo momento la famiglia ha bisogno di non essere lasciata sola. Famiglia a cui l’intera comunità isolana si è subito stretta in un grande abbraccio.