Lipari: procacciamento-accattonaggio fenomeno non controllabile con la sola repressione

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Uomo ritrovato iera sera al Castello in stato confusionale dopo una multa elevatagli al porto nei giorni scorsi. Nei tre mesi estivi, corsa al guadagno anche per arrivare a fine mese.  Grande problema anche a Capri

Lipari- E’ un fenomeno, purtroppo, inarrestabile, quello del procacciamento se non dell’accattonaggio che cresce di anno in anno in linea con la povertà. E con la stringente esigenza di arrivare a fine mese per mangiare prima di pensare a pagare le tasse. Nelle località turistiche come Lipari e le Eolie, poi, d’estate, dopo un inverno difficile, diventa ancora più pressante per la necessità di sbarcare il lunario nei tre mesi di mare, sole e corsa , ovunque, all’oro. E’ di ieri il caso di un isolano, scomparso per mezza giornata tra la grossa preoccupazione dei parenti, e ritrovato in serata al Castello in stato confusionale. Si sostiene dalle prime versioni che le forze dell’ordine che presidiano il porto gli avevano elevato nei giorni scorsi una multa salata mentre offriva delle camere a dei turisti.

Ricordiamo, per portare soldi a casa e per aiutare il bilancio familiare con tutta la dignità che si può avere. Per evitare tentazioni alternative e sprecare una vita di valori e sacrifici. Ma , va ricordato , con tutta la comprensione possibile, è anche un fenomeno che mortifica l’immagine turistica di un’isola patrimonio dell’Umanità, ormai da una quindicina d’anni. Casualmente, poi , proprio nel giorno della scomparsa e del ritrovamento di questa persona, sui social è divampata la polemica dopo il post di un articolo su Capri dove l’amministrazione ha inasprito le sanzioni, portandole fino a 300 euro per chi è troppo invasivo o invadente nei confronti dei visitatori. Capri, appunto, a testimonianza di come il fenomeno colpisca anche località esclusive e a riprova del fatto che col pupulismo non lo si risolve di sicuro.

Tra chi si scaglia contro l’amministrazione comunale di Lipari come Alessandro La Cava di Art. 1 secondo il quale “ il problema fondamentale risiede nel fatto che nessuno, di chi governa, cura l’immagine del territorio: Dovrebbe farlo l’attuale primo cittadino ma è sempre distratto da altre cose. Potrebbe farlo l’assessore al turismo ma a Lipari dobbiamo ancora nominarlo. Il Presidente del Consiglio potrebbe investire di questa vicenda il consiglio comunale ma le priorità sono altre” e chi come Luca Chiofalo, giovane di belle speranze politiche che “ invoca provvedimenti che scoraggino e puniscano chi danneggia l’immagine delle nostre isole e compromette la serenità ed il lavoro degli eoliani che cercano di stare dentro le “regole”, ecco una proposta da dove ripartire.

Scrive, infatti, l’isolano Lucio Raffaele: “ Bisognerebbe consorziarsi; i pontili galleggianti lo hanno fatto e qualcosa stanno ottenendo”. Ed ancora,: “Partiamo dal presupposto che il turista di un certo livello che viene qui vuole servizi, gentilezza, tranquillità ecc. praticamente, gli devi organizzare tutto il soggiorno non facendogli mancare nulla. Stai tranquillo che tornerà portando gli amici”. Va sottolineato che a Lipari esiste una moltitudine di categorie che non sono rappresentate. Forse perché, sotto sotto , nell’epoca dell’arrangiarsi, conviene anche così. Ma la soluzione, se davvero la si vuole, può essere a portata di mano. Per l’immagine e per distribuire ricchezza a tutti, invece che a pochi, per pochi mesi l’anno.