Riceviamo e pubblichiamo
Gentile Direttore,
scrivo per lanciare un appello ai nostri concittadini, a nome di chi ama questo territorio e vorrebbero continuare a viverlo con la stessa qualità che lo rende speciale.
Abbiamo la fortuna rara di abitare in un luogo dove l’aria è ancora buona. Non è una cosa scontata. In gran parte delle città italiane ed europee respirare aria pulita è ormai diventato un privilegio raro, spesso impossibile, come dimostra l’aumento delle malattie respiratorie e bronchiali, soprattutto nei bambini, una fascia della popolazione particolarmente sensibile alla qualità dell’aria. Qui invece l’aria pulita è ancora la normalità. Proprio per questo dovremmo proteggerla con gesti semplici e di buon senso.
Uno di questi gesti riguarda una cattiva abitudine purtroppo diffusissima: lasciare il motore acceso dell’auto o del motorino durante brevi soste, magari per entrare in un negozio, comprare il pane o fare un rapido acquisto. I furgoni dei corrieri, poi, restano sempre con il motore acceso durante la consegna che può durare anche molti minuti.
È un comportamento inutile, incivile, rumoroso e inquinante. E, cosa che molti sembrano ignorare, è anche vietato dal Codice della Strada.
L’articolo 157, comma 7-bis del Codice della Strada stabilisce infatti il divieto di tenere il motore acceso durante la sosta del veicolo, quando ciò comporta emissioni inutili. La norma è stata introdotta proprio per ridurre l’inquinamento e il consumo di carburante, e prevede anche una sanzione amministrativa.
Ma, al di là delle norme, dovrebbe bastare il semplice buon senso.
Lasciare un motore acceso senza motivo significa produrre rumore, cattivi odori e gas di scarico inquinanti inutili. È uno spreco di carburante e un gesto che comunica indifferenza verso gli altri.
Chi vive qui magari non ci fa più caso. I turisti invece sì.
Chi arriva in questi luoghi lo fa proprio per trovare silenzio, aria pulita e un ritmo diverso da quello delle città. Per questo vedere qui file di auto, taxi, pullman o scooter con il motore acceso davanti a bar e negozi è una di quelle cose che li lascia perplessi quando non addirittura inorriditi.
Spegnere il motore quando ci si ferma anche per pochi minuti è un gesto minimo. Basta girare una chiave o premere un pulsante.
Eppure è anche un gesto di rispetto:
per la convivenza,
per i bambini che hanno diritto a respirare aria pulita,
per i visitatori che arrivano qui cercando proprio ciò che noi rischiamo di rovinare per distrazione.
Mi permetto inoltre di rivolgere un garbato invito anche alle forze dell’ordine che svolgono quotidianamente un lavoro difficile e prezioso per la comunità: forse varrebbe la pena dedicare un po’ di attenzione anche a questo problema. Non necessariamente con spirito punitivo ma piuttosto con un’azione di sensibilizzazione. A volte bastano pochi interventi e qualche parola per cambiare abitudini sbagliate che, ripetute ogni giorno da molte persone, finiscono per incidere sulla qualità della vita di tutti.
Cordialmente
Giovanni Brancaccio











