A Lipari, come spesso accade, una domenica di “social-tensione” attorno alla mancanza d’acqua nella zona di “Sup’a terra” con alcune famiglie nell’impossibilità di far fronte anche ai bisogni più essenziali. A far esplodere il caso è stato Salvatore Naso, cittadino ma anche garante per la disabilità, che ha deciso di intervenire pubblicamente non solo per sé ma per conto dei disabili del quartiere, denunciando una situazione diventata ormai insostenibile. Nella sua nota ha raccontato di essere stato costretto, per la prima volta in vent’anni, a ricorrere più volte alle autobotti con costi sempre più pesanti, segnalando inoltre una bolletta idrica fuori misura ( ben 14.000 mila euro) e chiedendo con forza una distribuzione regolare dell’acqua, almeno a giorni alterni, per garantire condizioni minime di vivibilità a tutti e in particolare ai soggetti più fragili.

Alla denuncia ha replicato l’assessore Gianni Iacolino, che ha ricondotto la crisi a problemi strutturali noti da tempo, alla riduzione delle forniture tramite navi cisterna e al funzionamento limitato del dissalatore. Nella sua risposta, però, il tono è apparso duro, con critiche rivolte non solo alla segnalazione ma anche al clima generale, definito frutto di disinformazione e di una tendenza diffusa alla lamentela che, a suo dire, non tiene conto della complessità del sistema idrico e delle responsabilità regionali nonostante i viaggi a Palermo, richieste e solleciti del Sindaco.

Le parole dell’Assessore hanno immediatamente inasprito il confronto politico. L’opposizione consiliare ha attaccato l’Amministrazione accusandola di non affrontare il problema e di limitarsi a scaricare le responsabilità, sottolineando come l’acqua continui a mancare mentre si moltiplicano le giustificazioni. Particolarmente contestato è stato il passaggio in cui si è colpito Naso, figura istituzionale a tutela dei disabili, considerato invece alla stregua di un semplice cittadino polemico. Da qui la denuncia di un atteggiamento ritenuto distante dai bisogni reali della comunità.
Nel mezzo di questo scontro resta una realtà concreta e difficile da ignorare: c’è ancora una zona del centro senza acqua ( a meno che non sia arrivata questa mattina) con famiglie, già in situazioni delicate, costrette a soluzioni di emergenza. E siamo solo ad aprile…










