Le Eolie “Covid free” si salvano solo con certificazioni sanitarie

Ma urgono certezze sulle modalità di ripartenza delle imprese

Il vento di ponente ha portato l’ultima ordinanza del Presidente della Regione. Ma è inutile negarlo, c’è grande preoccupazione per gli accessi, a partire da domani, consentiti anche ai proprietari di seconde case provenienti dalla Sicilia i quali non è che potranno entrare e uscire a loro piacimento.

Una preoccupazione manifestata nelle ultime ore alla stessa presidenza della Regione dalla maggior parte dei sindaci delle isole minori siciliane, tra i quali anche quello di Lipari, che sentono la grande responsabilità di veder vanificati tutti i sacrifici compiuti fin qui dalle loro popolazioni.

Marco Giorgianni, ad esempio, lo ha detto senza mezzi termini ieri nel corso del trasmissione “Spartaco” di Tirreno Sat : “Per la maggior parte dei sindaci – ha dichiarato- l’ordinanza non va bene. Il presidente fin qui ha fatto bene istituendo a Milazzo un presidio sanitario e il controllo di polizia, ma l’ingresso dei semiresidenti non può avvenire senza una certificazione sanitaria. Chiediamo che a Milazzo si potenzi il presidio per poter offrire un territorio libero da quelle limitazioni del distanziamento che da noi sono impraticabili”.

Dunque test e tamponi per restare, relativamente, tranquilli e quanto la scienza potrà mettere a disposizione. Finora lo svolgimento di questi esami, che sono comunque previsti per l’accesso alle isole del personale delle ditte di manutenzioni, ma che non sono semplici da ottenere, ha frenato gli arrivi. Vedremo da domani, sempre che non arrivino ulteriori disposizioni da Palermo e dalle stesse isole , come il Comune di Lipari dove lo stesso Sindaco sta attendendo ulteriori chiarimenti prima di emanare l’ennesima ordinanza che dovrebbe comunque essere pubblicata entro oggi.

A tutto questo si legano le incertezze sulla ripartenza da parte delle aziende. “Le imprese – ha affermato Giorgianni- sono preoccupate non solo dell’aspetto economico ma anche delle regole che dovranno seguire per poter riprendere. Ad esempio, se uno dei clienti di un albergo risultasse positivo che facciamo ? Chiudiamo l’azienda e mettiamo in quarantena tutti ? Chiunque riprenda a lavorare deve farlo con certezze e non con la speranza che non gli succeda nulla. Per cui non possiamo essere abbandonati alla casualità”.