L’album dei ricordi: Salina anni 50

salina1di Massimo Ristuccia

Alcuni spunti su SALINA anni 50.

Da L’Illustrazione Italiana dell’aprile 1957: Salina, già s’è detto, è l’unica delle isole Eolie, insieme con Lipari ad avere energia elettrica, fornita da un gruppo elettrogeno, donato trent’anni fa da un emigrato a New York. Tra i vari comuni (Santa Marina Salina, Malfa, Leni) dall’aprile-maggio in poi v’è servizio d’autobus. Una bellissima strada rotabile , bella sia per il fondo che per le vedute che offre, va da Santa Marina Salina a Rinella, seguendo in molti punti la costa, in una specie di periplo dell’isola; per questa strada sono stati spesi dalla cassa del Mezzogiorno circa 245 milioni.

Da L’ISOLA DI SALINA STUDIO GEOGRAFICO ECONOMICO di Francesco Speranza del 1953:

Assai poco è da dire circa l’idrografia dell’isola. Le scarse precipitazioni e la costituzione geologica di Salina, formata da tufi e lave permeabili, fanno sì che le sorgenti manchino quasi del tutto. Ciò incide in modo marcato sulle possibilità agricole dell’isola che non può ricorrere all’irrigazione e crea anche spesso difficoltà al rifornimento idrico degli abitanti, specialmente verso la fine dell’estate, quando le cisterne si sono svuotate costringendo a rifornire l’isola con le navi cisterna della marina militare.

Uniche sorgenti, per la loro posizione e per la scarsità di portata quasi del tutto trascurate, si trovano sul versante settentrionale dell’isola e nell’ambito dei coni vulcanici più antichi e semi-distrutti. Così ad ovest di Malfa, nel Vallone del Pozzo, s’incontra una sorgente di scarsa portata e dal sapore che viene utilizzata solo per abbeverare occasionalmente il bestiame. A sud di Malfa, nel Vallone della Fontana si trova una sorgente il cui letto impermeabile è dato da tufi alterati in argilla e che registra una portata media intorno ai 250 litri nelle ventiquattro ore. In regione Quartarolo, presso la spiaggia, si trova la sorgente del “Vagnu acqua calda”. Giovanni Platania, che misurò tale sorgente di scarsa portata, trovò la temperatura dell’acqua tra i 34,3 ed i 35,2 gradi e quella dell’aria di 21°-22°…

…Quasi a metà della costa orientale si trova S.ta Marina con 624 (1) abitanti, che è il centro più importante …..(1)(dati relativi alla popolazione si riferiscono al censimento del 4 novembre 1951e sono provvisori).

…Il primo piano, costituito di solito di camere da letto, possiede talvolta una terrazza, lungo tutta la facciata della casa, che può spesso avere anch’essa una pergola sorretta dalle solite colonne.

Poco frequenti sono i tetti ricoperti da tegole curve (coppi) che vengono importati dalla vicina costa siciliana. I tetti a tegole sono più frequenti nei centri specialmente di Leni e di Santa Marina, sono sporadici negli altri e mancano quasi del tutto nelle case sparse e nei gruppi di case.

salina 2val di chiesa

A Santa Marina gli edifici che sorgono sullo “stradone” o Corso Vitt. Eman. Sono a pianoterra e primo piano. Questa via è l’unica del centro che assume un aspetto cittadino ed accentra le principali attività economiche ed amministrative del luogo. Al pianoterra dei fabbricati si trovano abitazioni, uffici e negozi mentre al primo piano che ha porte o finestre con balconi si hanno solamente abitazioni. Le case presentano tipi simili a quelli che si osservano sulla costa siciliana e sono per lo più ricoperte da tegole.

Il tipo di abitazione più diffuso nell’isola di Salina ed anche nelle altre isole dell’arcipelago, non si lega al tipo delle abitazioni rurali della Sicilia settentrionale o della Calabria, ma mostra indubbi rapporti con i tipi di abitazioni rurali della Campania e specialmente delle isole di Ischia e di Capri, della zona vesuviana e della penisola sorrentina dove, pergole sorrette da colonne, ballatoio con ampia porta al di sotto e tetti a botte sono frequenti…….

La proprietà terriera appare assai frazionata e di solito di scarsa estensione ; il maggior numero delle aziende si accentra nelle tre prime classi di grandezza distinte dal catasto agrario; esse costituiscono ben il 91,5% di tutte le aziende agricole, ma occupano solo il 27,2% della superficie agrario-totale. La piccolezza delle aziende agricole, che non è sufficiente a mantenere la famiglia del proprietario, fa sì che questi sia costretto a trovare altra fonte di entrata sussidiaria dedicandosi come giornaliero sia nella attività agricola stessa che in quella marinara peschereccia. Le grandi proprietà sono limitate e ve ne sono in tutto tre. Esse sono di possesso comunale: due si trovano nel territorio del Comune di Leni ed una in quello di Santa Marina. Si tratta di zone montane nella parte elevata del M.te dei Porri e della Fossa delle Felci.

Per quanto riguarda la condizione delle aziende, predomina del tutto quella diretta; ben l’87,2% delle aziende è gestito dagli stessi proprietari, il resto è suddiviso in parti quasi uguali tra la colonia e la conduzione mista. Assai scarsamente rappresentato è invece l’affitto…

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…Gran parte delle “angiove” (acciughe) pescata viene salata e posta in piccoli barili di legno e così esportata. Si esporta oggi, grazie ai mezzi di comunicazione più rapidi, anche piccole quantità di pesce fresco. I pescatori sono di carattere conservativo e difficile riesce sempre l’introduzione di nuovi mezzi e sistemi di pesca. Ancora oggi i pescatori si segnalano tra di loro con la buccina, detta “ruogna” il cui suono, variamente modulato, richiama alla mente il viaggio avventurosi di Ulisse…..

Un certo interesse ha la pesca subacquea esercitata per scopo sportivo da non molte persone che giungono dalla vicina Sicilia. Le coste rocciose ricche di anfratti e le acque limpide favoriscono tale attività che, se praticata intensamente, indubbiamente danneggia la fauna ittica costiera. A Rinella ha sede in una palazzina un circolo di cacciatori subacquei. Una più vasta attività in questo campo viene ostacolata dalle scarse possibilità ricettive dell’isola.

La caccia viene fatta solo per diporto. Un certo interesse economico acquista la caccia di conigli selvatici assai frequenti, come già si disse, nell’isola sino a causare in certe zone dei danni alle coltivazioni.

LE ATTIVITA’ INDUSTRIALI

 val di chiesa 2Le attività industriali sono limitate e presentano solo un carattere di artigianato e ciò è ben comprensibile tenendo presente la scarsa popolazione dell’isola. Tali attività si collegano quasi tutte all’agricoltura ed alla pesca: fa eccezione l’impresa produttrice di energia elettrica scopo di illuminazione di S. Marina. Quest’impresa dispone di un motore a nafta di 18 cavalli e fornisce l’energia elettrica con orario limitato. Gli altri centri usano per l’illuminazione il petrolio. A Santa Marina c’è pure la cantina ed i locali di lavorazione della Società per la Malvasia di Lipari, mentre a Lingua si esercita la salagione delle acciughe. Alcuni trappeti che si trovano nei vari centri dell’isola sono di scarsa importanza e lavorano stagionalmente dietro ordinazione. I tre molini a vapore che esistevano nel 1890 a Santa Marina, a Rinella ed a Malfa, hanno da tempo cessato la loro attività di fronte all’importazione di farina e paste alimentari dalla Sicilia.

Tra le lavorazioni di carattere artigiano, accanto a quelle normali di ogni aggruppamento umano, si pratica specialmente a Malfa ed a Val di Chiesa l’impagliatura dei fiaschi e damigiane, mentre è cessata del tutto la filatura della lana che ancora nel 1890 disponeva di una cinquantina di telai.

L’attività turistica è praticamente nulla. L’isola non ha un vero e proprio albergo anche se modesto; nei centri di Santa Marina, Leni e Malfa si trova alloggio alla meno peggio in stanze private. Gli scarsi villeggianti estivi sono per lo più parenti o conoscenti degli abitanti ed alloggiano in case private. In maggior numero essi si trovano a Santa Marina, dove il contatto tra terra e mare è più intimo.