L’album dei ricordi: l’affondamento della posacavi ” Città di Milano”

a cura di Massimo Ristuccia

Sull’affondamento della Nave posacavi “Città di Milano” avvenuta al largo di Filicudi il 16 – 17 giugno 1919, vi sono varie testimonianze.

Nel 1885 il governo italiano stipulò un contratto con la Pirelli per la costruzione e la manutenzione di dodici cavi per l’allacciamento di varie isole con la terraferma. Come conseguenza dell’accordo, la Pirelli costruì a San Bartolomeo, vicino La Spezia, uno stabilimento per il rivestimento dei cavi, ordinando al cantiere Thompson la nave cablografica Città di Milano, che operò anche oltre i confini nazionali, naufragando nel 1919 a Filicudi.

Vi è uno studio approfondito e documentato della giornalista Stefania Elena Carnemolla. Lo studio sull’avvenimento della Dottoressa  Carnemolla lo si può leggere  anche su:

http://www.difesa.it/InformazioniDellaDifesa/Pagine/naufragiocittadimilano.aspx

Si può anche consultare per avere notizie e poter vedere documenti esclusivi la “Fondazione Pierelli” ai seguenti link:

https://www.fondazionepirelli.org/archivio-storico/documenti/detail/IT-PIRELLI-MISC0001-0000011427/naufragio-della-nave-posacavi-34-citta-milano-34.html

Documentazione relativa al naufragio della nave posacavi “Città di Milano”, avvenuto il 16 giugno 1919 al largo di Filicudi: relazioni del dipendente Pirelli Ernesto Del Grande, sopravvissuto al naufragio; ritaglio dell’articolo «La “Città di Milano” affondata – 26 annegati»”, pubblicato sul “Corriere della Sera ” del 17 giugno 1919.

Vi è un articolo in “Archeologia Sottomarina delle Isole Eolie” autore Mensun Bound Pungitopo Editore che si rifà ad articoli del Giornale di Sicilia del 17 e 18 giugno 1919.

La Stampa ne diede notizia in un articolo del 18.06.1919 dove si parla di “Città di Milazzo” e non “Città di Milano”.

“Il piroscafo Città di Milazzo presso l’isola Filiguri. Eccovi i primi particolari, che sinora è stato possibile’ avere. Il disastro avvenuto nella giornata di ieri, alle, oro 13, mentre il Città di Milazzo faceva rotta verso l’isola di Filiguri, la più occidentale delle isole Lipari. Per una falsa manovra, secondo la versione sinora più accreditala, il piroscafo veniva lanciato sui banchi che sorgono ad una corta distanza dall’Isola Filiguri. L’urto violentissimo apriva una larga falla nei fianchi della nave. Questa poi, anziché, rimanere sullo scoglio, che forse avrebbe potuto sostenerla ed impedire il naufragio, si allontanava facendo macchina indietro. La nave, già invasa, dall’acqua, colava a piccò in pochissimi istanti nei fondali molto profondi che sono un po’ al largo della linea degli scogli. La rapidità con cui avvenne l’affondamento fece si che molte fossero le vittime. Gli abitanti dell’isola Filiguri con Imbarcazioni prontamente si recarono sul luogo del disastro, e riuscirono a salvare molta parte dei naufraghi : anzi possiamo aggiungere che gli unici  salvataggi fatti furono quelli operati dalle imbarcazioni di Filiguri. Il Città di Milazzo aveva a bordo 101 persone, tra cui 24 borghesi. I salvati sono 75 e furono trasportati per ordine del Coniando della nostra difesa Marittima qui a Messina. Due cadaveri sono stati oggi Identificati; uno di essi è quello del grande ufficiale Brunelli, alto funzionario del Ministero delle Poste e Telegrafi. Tra gli scomparsi vi sono anche tre ingegneri della casa Pirelli di Milano, il piroscafo difatto faceva servizio di porta-cavi; e questi venivano forniti della ditta Pirelli. Esso aveva, appunto terminato la posa di un cavo telegrafico a Filiguri e si accingeva a portarne un altro che doveva congiungere questa Isola coll’altra isola vicina di Alicuri. La nave, che stazzava ottomila tonnellate era stata varata nel 1886.

Il Comandante è tra i salvati (capitano di corvetta Luigi Corneliani).

Ecco un primo elenco degli scomparsi: Comm. ing. Iona: on. Pinelli: ing. Vitale; comm. ing. Brunellli: tenente di vascello Marchetti Carlo, ingegnere in seconda: primo nocchiere Rizzo: capo-macchinista Muntone: capo meccanico Violante; solto capo meccanico Cannavate; sotto capo meccanico Esposito; sottocapo meccanico Mannelli: sotto capo torpediniere elettricista Travagli: marinai: Meniclielti Lauro Marino. Sautamato, Arrido: operaio carpentiere Conti; fuochisti: Crespini; Manganalo, operai della ditta Pirelli Torelli e Garantini”.    

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Annuncio creato il 5 Marzo 2021 18:01