La Greca: Lipari e Salina esportavano passolina e malvasia, dopo si puntò sui capperi

Riceviamo da Pino La Greca e pubblichiamo

Pino La Greca
Pino La Greca

Ho letto con attenzione le discussioni avviate nell’ambito del Convegno organizzato nei giorni scorsi a Pianoconte.

Non sono potuto intervenire per la concomitanza con altri impegni assunti nelle stesse giornate, tuttavia, alla luce di alcuni commenti apparsi sui siti di notizie locali vorrei fare alcune precisazioni:

le esportazioni di prodotti agricoli Eoliani è documentata sin dai primi decenni del 1600, segnatamente verso Livorno e da lì per l’Inghilterra.

Il primo autore che passa in rassegna le produzioni agricole nelle diverse isole dell’arcipelago è il Campis nel 1694.

Un accenno ai capperi, principalmente prodotti a Salina vengono da James Cockburn nel 1811.

I viaggiatori e gli scienziati che raggiungono le Eolie nel corso del 700 e 800 sono tanti, ma quasi tutti si concentrano sulle due produzioni principale delle nostre isole: la passolina e l’uva passa per Lipari, la malvasia per Salina.

In effetti a seguito della crescente domanda di prodotti eoliani nel corso del 1700 e 1800 le due isole maggiori si specializzarono, puntando sulle loro qualità migliori, come dicevo, la passolina per Lipari e la Malvasia per Salina. Entrambe producevano vini bianchi e rossi, ma i due maggiori cespiti di esportazione erano rappresentati dai due prodotti sopra citati. Nel 2009 ho pubblicato alcuni di questi resoconti, nel volume “Nel Regno di Efesto”.

In merito alla questione della denominazione della Malvasia decisa nella riunione del 15 marzo 1930 la proposta del Dott. De Mauro venne accolta all’unanimità dei presenti (la riunione si è tenuta a Santa Marina, nella sede dell’Eolia società di navigazione) si decise, in quella sede, che i singoli produttori, all’interno della denominazione “Malvasia delle Lipari”, aggiungere l’isola nella quale era prodotta.

La produzione e l’esportazione dei capperi, nel corso del 700 e 800 appare marginale rispetto alla grande esportazione di Malvasia e Passolina, per assumere significato economico importante soltanto negli anni venti del Novecento, a seguito della grande crisi determinata dalla Fillossera.

Mi auguro, tuttavia, di poter dare un contributo a tutto la storia della nostra economica agricola con il volume che stiamo per mandare in stampa dal titolo: Passolina, uva passa e Malvasia. l’economia vitivinicola delle Eolie” di Giuseppe La Greca (pag. 200 circa) edito dal Centro Studi Eoliano.

cordiali saluti

Pino