Si è concluso con una condanna a 13 anni di reclusione il processo di primo grado a carico dell’istruttore di danza di Lipari, arrestato in seguito alle denunce di tre giovanissime allieve. La Corte d’Assise ha ritenuto provate le accuse di violenza sessuale, infliggendo una pena leggermente superiore ai 12 anni e 10 mesi richiesti dall’Accusa. L’avvocato difensore, Daniele Pagano, valuterà la possibilità di ricorrere in appello una volta depositate le motivazioni della sentenza.
Le indagini, coordinate dal procuratore capo di Barcellona Giuseppe Verzera e condotte dai carabinieri, hanno preso il via dalle toccanti testimonianze delle vittime. Le adolescenti, quasi tutte sotto i 12 anni, hanno descritto di aver subito baci, palpeggiamenti e carezze insistenti nelle parti intime, sia durante le lezioni in palestra che in altri contesti. Almeno tre i casi accertati, tra cui quello di una parente dell’istruttore, affidata quotidianamente a lui dalla madre impegnata col lavoro.
Le prove raccolte includono anche conversazioni nelle chat del giovane e delle ragazzine, dove gli investigatori hanno rinvenuto minacce rivolte dall’istruttore a una delle allieve per indurla al silenzio. Non solo, un altro allievo della palestra sarebbe stato minacciato e malmenato.
Le minori e i loro genitori sono stati assistiti dai legali Fabiola Migliore , Giuseppe Rametta e Orazio Giacinta .









