Il motopesca affondato: decine di punti di sutura al capo per il proprietario

barca affondata

Salina- Un piccolo motopesca di Lipari , denominato ” Sparviero” , è affondato nella notte di martedì scorso nei pressi di Punta Grottazze, località ” Tre Pietre”, tra Lingua e Rinella, dopo essersi schiantato con la prua contro gli scogli della zona. Per le persone a bordo, il proprietario B.P. di Lipari e un familiare, l’impatto, sembrerebbe causato da una distrazione( ma saranno le indagini a fare luce) è stato scioccante: B.P. si è , improvvisamente, ritrovato con il vetro in frantumi della cabina di comando addosso mentre il nipote ha battuto violentemente il capo. Distrutta la prua dell’imbarcazione. I due ,frastornati , e nell’impossibilità di lanciare via radio o con cellulare una richiesta di aiuto, mentre il natante imbarcava velocemente acqua, sono riusciti con un salvagente a raggiungere gli scogli dove hanno trascorso la notte fino all’alba; intorno alle 5,30, dalla zona passava, infatti, un altro motopesca di Lipari, il “ San Nicola”, di Antonio Gugliotta, il quale ha subito prestato soccorso ai due compaesani recuperando quanto possibile tra effetti personali e materiale vario.

il pezzo di oggi sulla Gazzetta del Sud
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Trasportati al porto di Santa Marina dove è stata anche allertata la locale Delegazione di spiaggia , coordinata dal maresciallo Marco Miuccio, i due malcapitati, già con gli effetti dell’ipotermia, sono stati curati dai sanitari del 118: per B.P. si sono resi necessari , purtroppo, decine di punti di sutura al capo e nella parte superiore del corpo. Entrambi sono stati quindi trasferiti in elicottero al policlinico di Messina per esami più approfonditi. Da Lipari sono giunti nella zona dell’incidente la motovedetta 322 del Circomare con la motonave ” Corvo” di Angelo Portelli, ditta specializzata e punto di riferimento alle Eolie per questa tipologia di interventi, per l’avvio delle operazioni di recupero del motopesca. Non sono state rilevate tracce di inquinamento.

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Dopo la ricognizione dei fondali, il relitto sollevato con i palloni è stato trasportato al porto di Santa Marina dove è stato alato, sena sversamenti, e sistemato in un carrello per il successivo trasferimento in nave, nel pomeriggio, a Lipari. Ovviamente sono in corso le indagini per l’inchiesta sommaria a cura della delegazione di spiaggia coordinata dal maresciallo Miuccio con la supervisione del Circondario marittimo al comando del tenente di vascello, Paolo Margadonna. Non è la prima volta che in quel tratto di costa, tra Lingua e Rinella, si verificano incidenti del genere. Il più clamoroso avvenne nel tardo pomeriggio del 3 novembre del 2007 quando il nuovissimo aliscafo di linea “Gigliola M” della Ustica Lines , con quattro persone a bordo, si ritrovò sulla scogliera prospiciente la spiaggia del Brigantino. Anche in quell’occasione, fortunatamente, soltanto feriti, come nel 2009 quando a finire contro gli scogli fù un gommone, sempre in navigazione notturna.

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Se per i navigatori più esperti o per i lupi di mare delle Eolie che conoscono benissimo le insidie di questo tratto di costa, per eventi del genere si può parlare di distrazione o fatalità per i diportisti in genere , invece, c’è un altro aspetto da valutare, spesso sottovalutato. Affidandosi alla strumentazione elettronica, come il “ Costal Map” , si rischia, nel calcolo della rotta tra località di partenza e di destinazione, di non trovare gli ostacoli fisici realmente presenti.