Governo Crocetta, le nuove deleghe assessoriali

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Il governatore Crocetta accelera e spiazza tutti firmando i decreti di nomina per tutti gli assessori. Due li anticipa al pomeriggio, gli altri arrivano in serata. Fino ad oggi tutto era rimasto fermo soprattutto per la ferma opposizione del segretario del Pd siciliano, Fausto Raciti, che aveva chiesto l’azzeramento dei nomi scelti dal governatore. Ma Crocetta adesso ‘corre’ ratificando prima la sostituzione all’assessorato all’Energia che passa da Nicolò Marino a Salvatore Calleri. Subito dopo tocca alla delicata casella dell’Economia: Roberto Agnello è ufficialmente il nuovo assessore.

In serata giungono gli altri incarichi: Nico Torrisi Infrastrutture, Paolo Ezechia Reale Agricoltura, Antonio Fiumefreddo Beni culturali, Giuseppe Bruno alla famiglia completa i nomi nuovi. Fra i confermati si sposta Mariarita Sgarlata al territorio. Conferme anche delle deleghe per gli altri assessori. Patrizia Valenti resta alle autonomia locali ma ottiene, in più, la vice presidenza, poi Lucia Borsellino alla Salute, Linda Vancheri alle attività produttive, Michela Stancheris al Turismo e Nelli Scilabra che resta al suo posto alla Formazione professionale

L’esperienza di governo di Marino, dunque, si conclude con la rottura totale tra l’ex pm e il governatore. E’ successo che in tempi ‘social’ per gli utenti ma decisamente poco sereni per i protagonisti, le dimissioni, le prese di distanza e i licenziamenti, come nel caso dell’ex pm siano arrivate via Twitter. Lo ha fatto il presidente Crocetta scrivendo: ”E’ singolare che Marino dica certe cose solo ora che non è più assessore. Pazienza, il tempo è galantuomo”. Evidentemente il governatore dimentica che l’ex assessore all’Energia da mesi ormai è in guerra aperta con la politica dello stesso presidente e con lui con le strategie degli industriali siciliani in tema di trattamento dei rifiuti.

Da settimane, fino all’apice di oggi, Marino lancia messaggi al governatore su rifiuti e termovalorizzatori, argomenti sui quali da tempo accusa Crocetta di essere ostaggio di Confindustria.

Ma la rottura è totale ormai con tutti. oltre metà del pd non appoggerà questo governo, lo stesso vale per mezza Udc. il governo Crocetta bis non avrà la maggioranza in aula, una cosa della quale il governatore non sembra, però, preoccuparsi.