Giacomantonio : “Cimitero da salvare dal disinteresse e dall’abbandono”

di Michele Giacomantonio

Michele Giacomantonio
Michele Giacomantonio

Insieme ai problemi dell’acqua, del depuratore, di Piazza Mazzini, dell’Ospedale che preoccupano i cittadini del Comune di Lipari non bisogna dimenticare il Cimitero di Lipari che ogni giorno di più appare un luogo abbandonato. Qui i problemi sono tanti e frutto di una incuria che viene da lontano. Nel 2001 l’Amministrazione Comunale fece un bando per la riqualificazione delle cuccette della parte bassa del cimitero che erano in condizioni di degrado e di pericolo. Vinse il bando il costruttore Angelo Biviano che però stava già realizzando, sempre in project financing, il cimitero di Canneto e così i lavori ritardarono anche perché dopo il Cimitero di Canneto vennero i lavori di ristrutturazione e riqualificazione di altre opere private. Fatto sta che cinque anni fa la situazione si aggravò, ci furono dei crolli e la Procura intervenne inquisendo il dirigente del Comune ed il costruttore ritardatario. Il Comune si svegliò e diede l’incarico della estumulazione delle cuccette e della loro messa in sicurezza ad una ditta chiamata Paradiso che portò a termine in lavoro in meno di un anno.

Quando l’attuale Amministrazione entrò in funzione io cercai di capire perché si tardava a mettere mano ai lavori. Si diceva, che la Procura aveva messo l’area sotto sequestro ma pare che non fosse vero. Il costruttore interpellato da più parti continuava ad assicurare che i lavori sarebbero iniziati presto ma i mesi e gli anni passavano e foglia non si muoveva. Intanto cominciò a farsi pesante il problema delle cuccette. Morire all’improvviso senza avere avuto il tempo e la possibilità di prenotare un loculo diveniva un problema: bisognava trovare un amico che te lo prestasse e che sperasse di non averne bisogno in tempi brevi. Nei mesi in cui collaborai con l’Amministrazione consigliai al Sindaco una strada da seguire. Visto che Biviano non iniziava i lavori forse anche per il fatto che bisognava rideterminare il costo dell’opera giacché una parte del lavoro era stato fatto dalla ditta Paradiso, visto che erano passati quindi anni dall’assegnazione dell’incarico a Biviano e che nel frattempo i costi erano cambiati notevolmente, visto la situazione di emergenza il cui il Cimitero veniva a trovarsi, il Sindaco annullasse in autotutela il bando precedente e ne indicesse uno nuovo stabilendo che i lavori sarebbero dovuti iniziare e concludersi in un arco breve di tempo.

Ma nulla si mosse e la situazione andò peggiorando. Oggi alla carenza di loculi si aggiungono nuovi problemi. Da quindici giorni ci sono zone del Cimitero che non sono servite da acqua corrente, pare che si sia rotto un tubo di adduzione e non si hanno 7 (sette) euro per sostituirlo. Inoltre, da due mesi si è aperto un bel buco in un luogo centrale, l’area di smistamento fra i primo piano e quelli superiori e fra il lato est e quello ovest. Un bel buco transennato alla meno peggio con i problema che le acque piovane si infiltrano nel sottosuolo e scavano sotto le tombe ed il vicino edificio dei Cappuccini. Infine la settimana scorsa, improvvisamente, i quattro operai che coadiuvavano il custode provvedendo alla pulizia del Cimitero, a tagliare l’erba, a svuotare i raccoglitori di rifiuti sono stati inopinatamente spostati ai servizi generali della città e nessuno si occupa più del Camposanto. Siamo in primavera ed ormai la verdura ha coperto gran parte delle tombe a terra, inoltre col primo caldo vespe e zanzare sono attratte dei fiori in disfacimento.

Certo i morti per fortuna non ne soffrono ma i parenti dei morti si e si potrebbe fare un cattivo pensiero: che questa Amministrazione sia contraria al culto dei defunti e cerchi di scoraggiarlo in tutti i modi. Ma questa è solo una battuta cattiva, in realtà il problema è che questa Amministrazione fa fatica a risolvere non solo i problemi più complicati ( ospedale, aree protette marine, parco terrestre, gestione del sito Unesco, completamento piazza Mazzini, ecc.) ma anche quelli più semplici. Forse è tempo che passi la mano.