Eolie: il ” cafonal ” è lo specchio della nostra società

canneto caos

Sommessamente

Una stagione positiva quella che, per i movimenti di massa, sta volgendo al termine con un sensibile incremento delle presenze rispetto all’anno scorso. Ma non è il momento di dare i numeri : quelli saranno forniti quando saranno ufficiali, al netto , ovviamente, del sommerso. Un fatto è certo: C’è sempre più nostalgia nelle isole. Ma non per i visitatori che stanno partendo e che vanno comunque ringraziati per aver scelto le perle del Tirreno quanto per un certo tipo di turismo non solo d’elite ma anche più raffinato e, soprattutto, educato presente fino ad una quindicina di anni fa.

Basti pensare che le discoteche oggi si sono trasferite nelle strade. Del resto la società è profondamente cambiata : non è solo mancanza di infrastrutture . E’ più che altro una questione culturale. L’imperversare dello stile “cafonal” e l’arte dell’arrangiarsi , un pò ovunque ( tristi testimonianze da Venezia a Roma e nel resto delle isole italiane) hanno impoverito anche le Eolie con l’aggiunta, questo va però evidenziato, della cronicità dei problemi legati ai trasporti. Un esempio: Se un albergo è costretto a vendere una camera in pieno agosto a 15 euro , soffrendo ogni genere di concorrenza, è segno che i problemi nel pentolone sono molti e che vanno affrontati con coraggio e determinazione.

Si sorride pensando agli introiti della tassa di sbarco che sfioreranno il milione di euro con un occhio allo specifico provvedimento normativo in Senato che prevede l’aumento da € 1,50 a 2 euro. Forse c’è un altro treno da non perdere per selezionare il turismo ma la politica deve tornare ad avere un ruolo centrale nella programmazione. Specie ora che i comuni hanno formato il comitato guida per la gestione del sito Unesco. (P.P.)