Il mondo dell’arte piange la scomparsa di Geri Palamara, pittore “altrorealista” di profonda sensibilità e figlio delle Eolie, spentosi ieri a Salina, all’età di 85 anni. La sua vita, un intreccio di pittura visionaria e melodie giovanili, lascia un’eredità artistica vibrante e indissolubilmente legata alla sua terra d’origine.
Era nato nel ’39 a Baucina , nel palermitano , ma avevs eletto le Eolie a sua patria d’adozione. Si formò artisticamente al Liceo Artistico di Reggio Calabria e all’Accademia di Belle Arti di Roma, intraprendendo un percorso che lo avrebbe portato a esporre le sue opere in prestigiose rassegne nazionali e internazionali. Tra queste spiccano la partecipazione all’Accademia di Belle Arti di Brera, al Festival dei Due Mondi di Spoleto e, nel 1976, alla Biennale di Venezia. Le sue creazioni hanno inoltre trovato spazio in personali di rilievo, come quella al The National Arts Club – Gregg Galleries di New York e a Palazzo Barberini a Roma.
Definito un artista “altrorealista”, Palamara ha saputo tradurre sulla tela la magia e il mistero dell’universo attraverso visioni cosmiche di grande impatto. La critica ha interpretato la sua arte come “un orfico rituale”, una celebrazione del cosmo filtrata attraverso il suo legame viscerale con le Eolie, le “Mitiche isole” della sua infanzia e giovinezza. Paesaggi interiori che si manifestano in un dialogo continuo tra cielo e mare, in una simbiosi profonda con l’uomo, artista e poeta.
“Dalle viscere delle mie isole riaffiorano vasi, urne cinerarie, guardano il sole e rivivono nel tempo, fuori dal tempo, nelle dimensioni infinite degli elementi”, scriveva Palamara, svelando la fonte primaria della sua ispirazione. Le sue opere celebrano il legame “sanguigno” con la sua terra, trasformando forme, colori, segni e immagini in un simbolismo cosmico squisito, proiettato verso le dimensioni atemporali dell’universo, grazie a un sapiente uso di azzurri, celesti, rosa e bianchi che danzano sulla tela come una “poesia dell’infinito”.
Prima di dedicarsi completamente alla pittura, Geri Palamara aveva intrapreso anche la carriera di cantautore nella vivace “Milano da bere” dei primi anni ’70, lasciando alcune testimonianze video nell’archivio storico dell’Istituto Luce. Un talento poliedrico che ha saputo poi concentrare la sua energia creativa nell’arte visiva, lasciando un segno distintivo nel panorama contemporaneo.
Padre del musicista Tank Palamara, frontman del gruppo heavy metal The LoveCrave, Geri Palamara ha trasmesso la sua passione artistica anche alla sua famiglia. La sua scomparsa priva il mondo dell’arte di una voce originale e potente, ma le sue opere continueranno a narrare la bellezza selvaggia e l’incanto senza tempo delle sue amate Eolie.
La salma sarà cremata a Messina.
(ciao Geri…e mi bagno di sapere ! P.P.)









