De Vita rinuncia alla prescrizione per dimostrare la sua innocenza

La morte di Alessandra Vitrano ad Alicudi nel 2005

Lipari- La morte della ventinovenne turista palermitana Alessandra Vitrano, ad Alicudi, nell’agosto del 2005 , precipitata in un burrone per la mancanza di barriere protettive lungo la buia scalinata che collega il porto con la parte alta dell’isola; l’accusa di omicidio colposo e le condanne in primo grado e in Appello ( nonostante la Procura Generale ne avesse chiesto l’assoluzione) per l’ex dirigente del Comune di Lipari, Biagio De Vita. L’intervenuta prescrizione alla quale lo stesso De Vita ha rinunciato, ricorrendo in Cassazione, per dimostrare la sua innocenza. L’udienza di discussione pubblica fissata per ieri dalla Suprema Corte è stata rinviata.

L’imputato fermo nella sua convinzione di essere innocente ha, infatti, rinunciato al beneficio della prescrizione che comporta l’estinzione del reato per essere giudicato nel merito della vicenda. Ciò, dal momento che De Vita e il suo legale, l’avv. Saro Venuto, ritengono che la Corte d’Appello di Messina , riducendo la pena a otto mesi ( un anno e 8 mesi in primo grado) , non ha tenuto conto che le prove assunte in dibattimento non hanno superato l’eccezionalità e il caso fortuito dell’evento morte.

In pratica si intende dimostrare che nel luogo in cui la Vitrano è inciampata e caduta non vi era alcuna insidia o trabocchetto che avesse provocato l’incidente. In primo grado era stato assolto l’ex sindaco Mariano Bruno e condannato il comune al risarcimento in favore della costituita parte civile.