Cristine Balarine presenta Decolonizzare attraverso la pittura: retroingegneria, resistenza e brasilianità, una mostra personale di nuovi dipinti che indagano, attraverso il linguaggio astratto, la relazione stratificata tra terra, memoria e identità. La mostra si terrà dal 27 giugno al 4 luglio 2025 presso la Chiesa delle Anime del
Purgatorio, a Marina Corta, sull’isola di Lipari, in Sicilia.
Balarine esplora le eredità coloniali, spaziali e non spaziali, attraverso un linguaggio visivo fondato sulla trasformazione, la resistenza e il rinnovamento, in un dialogo costante tra memoria, territorio e identità. Ispirata da memorie lontane di paesaggi tropicali e dai luoghi di archeologia industriale delle Isole Eolie, dove realizza le sue opere, la sua pratica si confronta con spazi dimenticati o in transizione—edifici abbandonati, terre riconquistate, frammenti architettonici—che riflettono l’impermanenza che l’artista abita in quanto soggetto e autrice.
Attraverso stratificazioni multiple su tela, Cristine dà forma a paesaggi interiori come riflesso di uno stato d’animo in continua trasformazione, in risonanza con i luoghi stessi. Sovvertendo, ed al contempo stesso, ricostruendo il linguaggio pittorico, l’artista rielabora la propria identità in un ritorno fragile ma necessario a una terra e a una cultura ancestrale indigena. La mostra invita il pubblico a un incontro con opere che reagiscono ai paesaggi senza rappresentarli—mettendo in primo piano l’impermanenza, l’instabilità e l’ambiguità attraverso gesti intuitivi e lirici. In questo contesto, la pittura diventa un atto silenzioso di decolonizzazione: un modo per ritessere i fili del paesaggio ed i fili della memoria e dell’appartenenza, tanto personale quanto collettiva.
Bio
Cristine Balarine è un’artista contemporanea brasiliana che oggi vive a Lipari nell’arcipelago delle Eolie. Laureata in Architettura presso università Bartlett School of Architecture (UCL), con una formazione in storia dell’arte rinascimentale a Firenze, ha contribuito a importanti progetti culturali, tra cui il ruolo di associate architect per lo Zayed National Museum di Abu Dhabi, una collaborazione tra il British Museum e Lord Norman Foster.
Attraverso una pratica collaborativa, unisce arti visive e performance, coinvolgendo frequentemente musicisti e DJ in interventi e installazioni. Le sue opere sono state presentate a livello internazionale, tra cui un’asta di beneficenza curata da Dr. Madeleine Haddon del Victoria and Albert Museum presso Sotheby’s London nel 2024.
Finalista sia alla Biennale di Londra che a quella di Firenze nel 2023, ha inoltre partecipato ad eventi artistici internazionali come World Art Dubai e The Other Art Fair di Saatchi Art. Tra le sue mostre personali si segnalano quelle presso il Museo del Mare e del Sale di Salina, Sicilia e nella sua galleria indipendente nelle Isole Eolie.









