Conto business, ecco gli aspetti da considerare in fase di scelta

Quando si sceglie di aprire un conto corrente aziendale sono diversi i fattori che vanno presi in considerazione: innanzitutto la necessità di un’operatività online che snellisca le procedure, poi la presenza o meno di opzioni quali carte di credito e di debito e, non ultimi, i costi di mantenimento. I conti business non sono molto differenti dai conti rivolti ai privati cittadini, ma di sicuro aumentano possibilità quali il tetto massimo per i bonifici e consentono di pagare velocemente gli F24.

In generale, visitare un sito che ne descriva le varie opzioni e li compari tra loro, al fine di offrire una corretta visione d’insieme, è un buon metodo per scegliere quello più aderente alle proprie esigenze. A tal proposito, in questa sezione del portale ConticorrentiAziendali.it, è possibile leggere le recensioni e confrontare le caratteristiche e i servizi dei migliori conti business attualmente presenti sul mercato.

Le caratteristiche dei conti business

Come già accennato, poter svolgere online praticamente ogni operazione è fondamentale in quest’era digitale, dove le esigenze sempre più dinamiche di piccoli e grandi imprenditori necessitano di una versatilità estrema. Nonostante le filiali fisiche, un conto business si può aprire semplicemente connettendosi alla rete, utilizzando l’invio di allegati e altri strumenti come la firma digitale.

Bonifici in entrata e uscita, domiciliazione delle utenze, pagamenti periodici, gestione di titoli e azioni e verifica dell’estratto conto possono essere fatti dal computer aziendale e perfino da smartphone, sfruttando app dedicate. Si possono anche richiedere accessi multiutente, così da destinare le differenti sezioni ai settori d’interesse.

I costi fissi di un conto corrente business includono il canone mensile, che può cambiare a seconda dei diversi profili proposti. Quello base può persino essere offerto a costo zero, ma solitamente si attivano optional come la possibilità di avere più carte di debito o di credito, l’accesso da parte di titolari o soci o la fruibilità del conto anche all’estero.

In generale, si oscilla tra i 9 e i 99 euro mensili e un’altra delle discriminanti è rappresentata dai plafond di bonifici e carte ricaricabili. In caso di giacenze superiori a determinate cifre, inoltre, può essere richiesta un’imposta di bollo.

Quasi ogni conto offre, nel profilo base, almeno una carta di debito per le operazioni al bancomat (spesso anche all’estero). Se per un libero professionista o per una ditta individuale essa potrebbe rivelarsi sufficiente, magari perché provvista anche di IBAN così da poter essere usata online come carta ricaricabile, una grande azienda potrebbe aver bisogno di carte aggiuntive per i dipendenti. Oppure di vere e proprie carte di credito da sfruttare in trasferta. Alcune carte, poi, sono solo virtuali e servono soprattutto per fare acquisti online e altre operazioni in maniera agevole.

A livello aziendale, sia per le grandi realtà che per i piccoli imprenditori o persino i liberi professionisti titolari di Patita Iva, il conto corrente può anche essere utile per richiedere prestiti finalizzati e non: in tal senso, occorre verificare prima dell’apertura la disponibilità della banca in tal senso. Un altro servizio che viene spesso offerto è il POS, virtuale o fisico, che permette di ricevere pagamenti tramite carta dai propri clienti e che diventa irrinunciabile per un negoziante o un professionista.

Avere un carnet di assegni si rivela spesso un’altra opzione importante qualora si utilizzi spesso questa modalità di pagamento per i propri fornitori; ricariche ai cellulari aziendali, pagamento di MAV e RAV sono altri elementi indispensabili da valutare.

Infine, non bisognerebbe dimenticare di verificare anche le modalità di chiusura del conto: qualora se ne presenti l’esigenza, infatti, vanno valutati gli oneri corrispondenti, le tempistiche e la necessità o meno di recarsi in filiale piuttosto che inviare una raccomandata con ricevuta di ritorno. (Pubbliredazionale)