Birmania: Bellamy-Postiglione, inascoltato l’appello del Papa Sabato a Milano Arcivescovo in Duomo con monaci buddisti

ROMA, 26 MAG – “Dopo che la Chiesa del Sacro Cuore della Diocesi di Loikaw nello stato di Kayah in Myanmar è stata colpita dall’artiglieria dei militari provocando la morte di 4 civili è come se l’appello al cessate il fuoco contro la popolazione di Papa Francesco in occasione della messa per il Myanmar nel giorno dell’Ascensione non avesse sortito effetto alcuno”.

Lo sottolinea il ‘principe attivista’, come ribattezzato dai social, Michele Bellamy-Postiglione, figlio di June Rose Jadana Bellamy, principessa di Limbin, cioe’ il casato reale birmano. Bellamy-Postiglione era presente a Roma, all’udienza del Papa, e sarà anche a Milano sabato 29 maggio “per dare un segnale forte di solidarietà al popolo del Myanmar tormentato da tanta violenza”. Un invito “a trovare nella preghiera la forza di resistere e la speranza che ognuno si adoperi per il ripristino della democrazia.

Un luogo di culto, di qualsiasi religione, – spiega Bellamy-Postiglione – è un posto sacro e qualsiasi azione di violenza è intollerabile, è un sacrilegio”. Per questo sabato l’Arcivescovo Mario Delpini sarà a Milano in Duomo (alle 12,30) insieme ai monaci buddisti ed alla comunità birmana in Italia, in una preghiera ‘trasversale’ per invocare “il Dio di tutti” e chiedere che cessino le violenze. (ANSA).