Salvini sfida Bruxelles sulle spiagge: “Basta ‘no’ dall’Europa, tuteleremo gli investimenti italiani contro l’incameramento gratuito dello Stato”.
Il lungo braccio di ferro tra l’Italia e l’Unione Europea sulla gestione delle concessioni balneari potrebbe essere vicino a un punto di svolta. Il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, ha annunciato che il decreto riguardante gli indennizzi per i concessionari uscenti è in fase di definizione e potrebbe approdare sul tavolo del Consiglio dei Ministri a breve.
L’obiettivo dichiarato è quello di chiudere una vicenda che paralizza il settore da oltre vent’anni, garantendo “buonsenso e serenità” a un comparto fondamentale per l’economia nazionale.
Il cuore dell’intervento normativo riguarda la modifica dell’articolo 49 del Codice della Navigazione. Attualmente, la norma prevede che, alla scadenza di una concessione, tutte le opere non amovibili costruite sul litorale passino gratuitamente allo Stato.
Secondo Salvini, questa impostazione è superata e profondamente ingiusta:
”Non è rispettoso nei confronti di chi ha investito e faticato su quel litorale. È giusto che gli investimenti effettuati vengano riconosciuti ai concessionari uscenti che non risulteranno vincitori delle nuove gare.”
L’introduzione di un indennizzo economico rappresenterebbe dunque una tutela per le imprese storiche, riconoscendo il valore degli investimenti privati che hanno contribuito a rendere le spiagge italiane un’eccellenza globale.
Il comparto balneare non è solo una questione normativa, ma un pilastro del PIL turistico. Salvini ha ricordato che il settore genera un volume d’affari di almeno 10 miliardi di euro, definendolo una delle “eredità più pesanti” ricevute dal suo ministero, ma una sfida che intende portare a termine nonostante le resistenze di Bruxelles.
Il Ministro ha criticato l’approccio dell’Unione Europea, rea di concentrarsi eccessivamente sulle aste e sulle procedure burocratiche anziché sulla salvaguardia delle professionalità italiane: “L’Europa continua a dirci di no su tutto, persino su chi può fare o no il bagnino”.
Le parole del Ministro hanno trovato il consenso dei principali rappresentanti di categoria. Antonio Capacchione (SIB – Confcommercio) e Maurizio Rustignoli (FIBA – Confesercenti) hanno sottolineato l’urgenza di una riforma organica che superi un Codice della Navigazione risalente al 1942.










