Il Gruppo Caronte & Tourist e i Sindacati Confederali e di categoria hanno siglato a Palermo un verbale di accordo per introdurre e sperimentare in azienda ulteriori “buone prassi” contro le discriminazioni di genere.
È il primo accordo di questo respiro e ambizione che viene siglato in Sicilia tra una grande azienda privata e il Sindacato, figlio di un’idea che ha cominciato a farsi largo quasi due anni fa – ha spiegato il responsabile del Personale del Gruppo C&T, Tiziano Minuti – dopo aver constatato che “malgrado gli enormi passi avanti degli ultimi tempi, anche il nostro resta un ambiente fondamentalmente maschile, nel quale le politiche di genere non sono ancora la normalità” e che dunque “era certamente il caso di misurarsi coraggiosamente con l’innovazione, dando in realtà corpo ad un aspetto di ciò che Caronte & Tourist definisce Responsabilità Sociale d’Impresa”.
“Crediamo sia giusto e doveroso – ha dichiarato Lorenzo Matacena, Ad del Gruppo Caronte & Tourist – attivare un percorso di crescita graduale e costante sulla parità di accesso al lavoro, le dinamiche salariali e le progressioni di carriera nonché rafforzare e diffondere la consapevolezza dell’importanza di prevenire e contrastare atti e comportamenti lesivi della dignità delle lavoratrici”.
Soddisfazione e apprezzamento per i contenuti dell’accordo nelle parole di Mimma Argurio e Franco Spanò (Cgil); Rosanna Laplaca (Cisl) e Vilma Maria Costa (Uil).
Concretamente, C&T si impegna a favorire ed incrementare di almeno il 10% l’occupazione femminile entro il prossimo 30 giugno 2023; di richiedere alle società terze che procederanno alle selezioni per nuove assunzioni la presenza di almeno il 40% di donne nella short list dei candidati da esaminare; ad assegnare ai dipendenti che ne hanno diritto un contributo annuo di € 500,00 per la frequenza dell’asilo nido e della scuola dell’infanzia di ciascun figlio; a concedere tre giorni di permesso retribuito una tantum ai dipendenti che ne hanno diritto per l’inserimento di ciascun figlio all’asilo nido, alla scuola dell’infanzia e alla scuola primaria; a favorire l’utilizzo dello smart working, in particolare nelle situazioni di necessità di lavoro di cura extraprofessionali.