A Stromboli la recente scomparsa di Roberto Cusolito — figura storica, uomo di mare verace e simbolo dell’autenticità isolana — non ha lasciato solo un vuoto umano incolmabile, ma ha riportato a galla una realtà brutale: sull’isola oggi non è garantito nemmeno il diritto a una dignitosa sepoltura.
Per la salma di Cusolito si era ipotizzata, addirittura, la sepoltura ad Alicudi ma fortunatamente è spuntata la disponibilità di un loculo non utilizzato.
Il grido d’allarme dei residenti è amaro e riassume un isolamento che va oltre i collegamenti marittimi: “A Stromboli non si può nascere e, ormai, non si può neanche morire”.
Un’emergenza annunciata
La saturazione del cimitero non è un evento improvviso, ma – segnala Rosa Oliva della Pro Loco Amo Stromboli Aps su fb- una cronaca di un’emergenza ampiamente documentata. Già lo scorso novembre, oltre 100 cittadini avevano inviato una PEC ufficiale al Sindaco Riccardo Gullo per segnalare l’urgenza. In quella sede non venivano sollevate solo critiche, ma offerte soluzioni concrete: alcuni residenti si sono detti pronti a donare terreni confinanti con l’area cimiteriale per permetterne l’ampliamento immediato.
Le soluzioni possibili
Perché non si interviene? Le strade percorribili, secondo i cittadini, esistono e sono previste dalla normativa vigente:
Recupero dei loculi degradati: La legge consente al Comune di riacquisire e riutilizzare aree e loculi abbandonati dopo 50 anni, destinandoli alle nuove necessità della comunità.
Ampliamento tramite donazioni: Dare seguito all’offerta dei privati permetterebbe di sbloccare l’impasse senza costi esorbitanti per l’ente pubblico.
Il sindaco Riccardo Gullo ha dichiarato a La Sicilia che ha sollevato la questione : “L’allargamento del cimitero non è previsto, al momento, dal piano regolatore e certamente non possiamo agire al di fuori della legge. Abbiamo già dato mandato ai tecnici per realizzare nuovi loculi. Abbiamo già stanziato i fondi necessari”.
Il paradosso delle priorità
La comunità solleva un interrogativo politico e morale legittimo. Come può un’Amministrazione che combatte giustamente per casi limite — come la riapertura della scuola di Ginostra per una singola alunna — non trovare ancora soluzioni di fronte a una necessità primaria che riguarda l’intera popolazione?
” Non si può invocare la difesa del diritto all’istruzione- osserva sempre Rosa Oliva- se poi si ignora il rispetto dovuto ai defunti e il dolore delle famiglie che non sanno dove piangere i propri cari”.
Gli strombolani sono stanchi di rimpalli di competenze e silenzi burocratici. La scomparsa di Roberto Cusolito deve essere l’ultima occasione in cui il dolore per una perdita viene aggravato dall’angoscia di un’isola senza pace, nemmeno nel riposo eterno.











