
di Roberto Sauerborn
Leggo, da alcuni giorni, su alcuni quotidiani locali, di una sterile polemica conseguenza di una assurda posizione da parte di una associazione di categoria delle isole Eolie, che ha dato vita ad una, ovvia, corretta ed indignata reazione da parte di un nutrito gruppo di sindaci dei Nebrodi.
Vero é che, molto probabilmente, sarà mancata una sinergia, con coordinamento politico, una regia direi (vuoto di cui ormai soffriamo con rassegnazione), una “amalgama” (di allegra tifoseria calcistica), ma é vero che su alcuni temi non tutti dovrebbero avere possibilità di esternare posizioni in nome e per conto di un territorio. Posizioni da cui ci dissociamo senza dubbio.
Così, capisco le condizioni delle nostre isole che sopravvivono di un turismo non in linea con gli standards di altre rinomante località siciliane. La qualità dei flussi é determinata dalla capacità e qualità dell’accoglienza e dal livello dei servizi che é la governance di questi che la determinano (ove lo sapessero fare).
Ma, se questo é il buongiorno di cosa ci meravigliamo? Se non si ha una visione di sistema della nostra terra ma, che dico, del nostro diretto areale di riferimento con cui dialogare per crescere assieme, ci meritiamo quello che si sente: “u signuri ci duna u pani a cu unnavi i denti!”
Chiediamo scusa ai conterranei dei Nebrodi ed ai loro sindaci che invitiamo qui a Lipari per un aperitivo estivo e per inaugurare assieme la nuova linea con Capo D’Orlando. Buona domenica.










